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25 aprile

Festa della Liberazione, Samorì (Forlì Cambia): "Mantenere alta l’attenzione sul tema della libertà"

Così Samorì (Forlì Cambia): "Ravviso in questo particolare momento storico, una rinnovata radicalizzazione e troppo spesso “banalizzazione” del binomio destra-sinistra che non può che portare allo scontro politico"

"Ho la ferma consapevolezza che oggi, ben più di altre volte nell’occasione delle celebrazioni di un anniversario così fondativo per la nostra Costituzione come il 25 Aprile, occorra evitare il rischio parallelo di fermarsi alla tradizionale ricostruzione dell'evento storico, come pure tornare a rappresentare, ogni anno, il campo di battaglia delle divisioni, dell’affermazione di una (apparente) storia politica sull’altra e che, al contrario, ci ricorda l’importanza di valori come la fratellanza, la pace, il senso di identità civile e culturale e, soprattutto, la libertà. Un esempio insuperabile deriva dalla tradizione da cui provengo – l’associazionismo repubblicano – che si è sempre identificato con i sopracitati valori laddove, anzi, l’antifascismo repubblicano è del tutto peculiare: nel suo vigore storicamente antimonarchico ma anche nella sua lontananza delle concezioni “classiste” e in questo ritengo risieda il suo valore “inclusivo” e tollerante". Così la mazziniana Sara Samorì, consigliera comunale uscente, candidata nella lista civica "Forlì Cambia".

"Nonostante, infatti, in Italia la libertà non sia più a rischio come un tempo, nella nostra vita quotidiana continuano a verificarsi circostanze che dovrebbero mantenere alta l’attenzione sul tema della libertà individuale, circostanze di cui non sempre siamo consapevoli laddove ritengo siano gli atteggiamenti a qualificare le persone, i gruppi, le associazioni e, soprattutto, i partiti politici - prosegue Samorì -. Ravviso in questo particolare momento storico, una rinnovata radicalizzazione e troppo spesso “banalizzazione” del binomio destra-sinistra che non può che portare allo scontro politico. Oggi i cittadini, gli eventi, le circostante, ci insegnano ad essere più “pragmatici”, fare le meglio cose per tutti, conservando la propria indiscussa appartenenza ai valori democratici, ma prima ancora repubblicani perché da questi deriva la nostra Costituzione, all’insegna del riformismo e non della conservazione".

"Una sorta di “partito delle persone” perché la nostra comune storia per attualizzarla, avvicinarla, va approfondita senza strumentalizzazioni di parte e adeguata al suo contesto, rispettandola. Soprattutto quella Storia che esordisce nel Risorgimento italiano, nel mondo dell’associazionismo mazziniano, che va tutelato e difeso, come tutto l’’universo associativo, da finalità smaccatamente politiche perché le scelte politiche si discutono nelle sedi adeguate. In questo senso, l’esempio ci viene indicato proprio dal richiamato Giuseppe Mazzini e della sua tradizione culturale e politica, intenta a creare una “comunità” davvero “casa” di tutti dove il cittadino non sia contrapposto allo stato (meno che meno agli altri cittadini) e possa percepire le Istituzioni come passioni e la Repubblica non come “una mera forma di governo, ma un principio inesorabile, tollerante e imparziale cogli individui, conciliante ed energico, aborrente dal transigere e dal diffidare: nè codardo nè provocatore; tale deve essere un governo per essere degno”. E tale noi dobbiamo esserne all’altezza", conclude. 

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