Festival di Caterina Sforza, Pd e Forlì & Co: "Forlì ancora una volta fa una brutta figura sui giornali nazionali"

"Per l’ennesima volta, a causa di una decisione di questa Giunta, Forlì balza alle cronache nazionale per una triste vicenda di revisionismo e sessismo"

Parte giovedì sera all'Arena San Domenico il primo dei tre appuntamenti dedicati a Caterina Sforza, "Accento di libertà". E continuano a moltiplicarsi le polemiche, dopo l'inciampo del testo scelto per il volantino di presentazione in cui si fa riferimento, secondo i contestatori mettendo tutti sullo stesso piano, a Mussolini e alla banda Corbari, fino alla Brigate Rosse. In una nota congiunta i Gruppi consiliari PD e Forlì e Co. tornano all'attacco: "Per l’ennesima volta, a causa di una decisione di questa Giunta, Forlì balza alle cronache nazionale per una triste vicenda di revisionismo e sessismo: non sono passate inosservate infatti le frasi contenute nella locandina promozionale del Festival su Caterina Sforza a tal punto da suscitare la censura di Corrado Augias e Vittorio Emiliani, apparsa sui giornali sabato scorso".

Dicono i due gruppi di centro-sinistra: "Il primo, rintracciando nel programma dell’intero Festival un intenzionale revisionismo storico, ha parlato di 'piccole furbizie di mercanti di memorie, di chi sa che la sua iniziativa è discutibile e si affanna ad imbellettarla con il risultato di aggiungere al gesto oltraggioso l’aggravante della viltà' Il secondo, mettendo in discussione la validità scientifica di un festival che si avventura in azzardate associazioni storiche non sostenute da alcun fondamento reale fra il dibattito novecentesco sulla libera e la figura di Caterina Sforza, ha affermato sulla Signora di Forlì: 'Coraggio (magari crudele), certo, orgoglio femminile, pure, ma che c’entra la libertà?'. A seguito dei nostri question time che hanno chiesto spiegazioni sull’accaduto ed una pronta revisione del contenuto della locandina – continua la nota - l’Assessore Melandri ha fornito una imbarazzata difesa d’ufficio dell’iniziativa, debole nei contenuti e ostinata nel rifiutare di aver sbagliato e di dover correggere l’errore. La tesi di Melandri di fronte ad uno scandalo nazionale è che sono tutti gli altri a non aver capito il senso del testo e dell’iniziativa o ad avere pregiudizi ideologici nei confronti della giunta".

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E concludono Pd e Forlì: "Alla fine di una lunga apologia di sé medesimo, venendo al dunque Melandri ha confermato una locandina ed una iniziativa dal taglio smaccatamente revisionista. Brutto segnale, confermato poche ore dopo, quando la maggioranza ha bocciato due emendamenti al regolamento di polizia urbana – presentati dai nostri gruppi – che richiedevano che non potessero ottenere occupazione di suolo pubblico quelle iniziative politiche che non accettano di riconoscersi nei valori Repubblicani e democratici". "In tutto questo – conclude la nota - il grande assente è stato il Sindaco Zattini che non ha fornito risposto alla domanda diretta se avrebbe avuto il coraggio di dare lettura di quella locandina durante le celebrazioni in memoria della liberazione della città e dei partigiani, salvo poi votare con il resto della maggioranza contro i citati emendamenti". 

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