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Sabato, 13 Aprile 2024
Fine vita, il dibattito

Fine vita, si accende la polemica: botta e risposta tra Pd e Fratelli d'Italia

Si continua a discutere sul percorso intrapreso dalla Regione Emilia-Romagna per l’applicazione della sentenza numero 242 del 2019 della Corte Costituzionale, relativa al fine vita

"Come sempre di fronte alla garanzia di un diritto la destra alza le barricate, lo dimostra ancora una volta l’intervento di Luca Bartolini e Vincenzo Bongiorno sul percorso intrapreso dalla Regione Emilia-Romagna per l’applicazione della sentenza numero 242 del 2019 della Corte Costituzionale, relativa al fine vita. ‘Bonaccini impone la morte rapida con la penna’, scrivono i due esponenti di FdI, dimostrando ancora una volta malafede e volontà di strumentalizzare un tema così delicato". Così Gessica Allegni, segretaria territoriale del Pd forlivese e Tomas Rubboli, segretario territoriale del Giovani Democratci, che invitano la coppia Bartolini-Bongiorno "a moderare i termini del confronto politico. ‘Imporre la morte’ è un’espressione di una barbarie politica estrema, nonché un’accusa gravissima, se presa alla lettera e non ricondotta all’esasperazione dei toni, a cui i comunicati di Fratelli d’Italia ci hanno ormai tristemente abituato". 

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“Il percorso intrapreso dalla nostra Regione, che ancora una volta si dimostra sensibile e pronta a garantire i diritti delle persone più fragili, arriva in attesa di una legge nazionale. Non ci stupisce ovviamente l’ostilità di Fratelli d’Italia alla libertà di scelta dei cittadini, ma - ricordano Allegni e Rubboli - invitiamo i suoi esponenti di punta a riflettere sul fatto che concedere diritti a chi lo desidera non impone nulla a nessuno: questo vale per il diritto al fine vita, come per il diritto all’aborto, il diritto di potersi sposare tra coppie omosessuali, concetti che anche a livello nazionale la destra fatica a comprendere. Né Bonaccini né Schlein impongono a Bartolini e Bongiorno o a chicchessia la ‘morte rapida’, con questa delibera si sta semplicemente e finalmente permettendo a persone in gravissime condizioni di salute di accedere ad un trattamento di fine vita qualora vi siano ben specificate condizioni che lo consentano”.

“In conclusione la contrarietà a questa scelta è comprensibile perché il tema è delicato ma, proprio perché è delicato, invitiamo Fratelli d’Italia a trattarlo in maniera opportuna, con toni rispettosi dei cittadini e di quanti, con questa delibera, vedono finalmente una speranza nella difficoltà. Se poi non ritengono democratica una delibera, loro che a livello nazionale governano a colpi di fiducie, decretazioni d’urgenza e bavagli, agiscano come meglio credono, ma riteniamo che su questo tema la società sia ormai molto più avanti di loro e del loro pensiero e che la loro opposizione servirà solo a ritardare la conquista inderogabile del diritto al trattamento di fine vita”, concludono.

La replica di Bartolini e Bongiorno (FdI)

"Il Pd pare non abbia capito la nostra presa di posizione. La ripetiamo, nella speranza di non essere strumentalizzati: un tema così delicato come il fine vita non si può risolvere con una delibera di Giunta - replicano Bartolini e Bongiorno -. Noi ci saremmo invece aspettati un dibattito e un voto dell'aula e questo continuiamo a chiedere a Bonaccini. Nulla di più. Siamo per sostenere sempre di più il diritto alla cura, ai metodi palliativi che tolgano il dolore, senza allo stesso tempo perseguire accanimenti terapeutici, ma anche senza disporre di un bene sacro e indisponibile come la vita. Sì rifugga una mentalità individualista pericolosamente sempre più diffusa e si recuperi una dimensione comunitaria, con la quale stare vicino e sostenere gli ammalati e le loro famiglie. Questo è la cifra della nostra civiltà, da continuare a portare avanti".

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