"Fiscalità locale, IMU, IRPEF: più attenzione ai redditi e alle famiglie"

La politica fiscale dell'Amministrazione di Meldola prevede per il 2012 il 4,8 per mille sulla prima casa, l'8,8 sulla seconda e su immobili produttivi, e un'addizionale IRPEF che passa dallo 0,2 allo 0,3 per mille

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ForlìToday

La politica fiscale dell'Amministrazione di Meldola prevede per il 2012 il 4,8 per mille sulla prima casa, l'8,8 sulla seconda e su immobili produttivi, e un'addizionale IRPEF che passa dallo 0,2 allo 0,3 per mille. Nonostante gli aumenti, le aliquote sono comunque tra le più basse del territorio (ci “batte” solo Bertinoro), e non è una novità, visto che a Meldola la pressione fiscale su casa e redditi è sempre stata inferiore rispetto agli altri comuni del forlivese, per merito anche delle amministrazioni di sinistra degli ultimi vent’anni (la destra invece tuonava contro tutto e tutti, ma dai comodi banchi dell'opposizione).

Tuttavia, in una fase di recessione che colpisce soprattutto lavoratori, pensionati e le classi medio-basse, mi aspettavo più coraggio nell’andare incontro alle fasce sociali con reddito più basso e alle famiglie, magari stabilendo una fascia di esenzione IRPEF e prevedendo aliquote legate al reddito, o un maggiore peso dell'IMU sulle seconde case sfitte e sui patrimoni immobiliari. Poiché di fatto ogni Comune italiano, e Meldola non fa eccezione, sarà costretto a “mettere le mani nelle tasche dei cittadini” (con l’aumento fino al 60% delle rendite catastali l’importo dell’IMU sarà quasi sempre superiore a quello della vecchia ICI), deve farlo con senso di giustizia sociale e equità, distribuendo i sacrifici rispetto a redditi e capacità fiscali molto diverse tra loro.
Occorre quindi introdurre correttivi e detrazioni a favore dei redditi più bassi e della maggioranza delle famiglie. Di certo l’IMU è un'imposta nata male e cresciuta peggio, che non risolve i problemi del paese e dei Comuni. Una patrimoniale vera sui redditi alti e gli immobili di lusso, come proposta dal PD, avrebbe almeno consentito di ridurre o azzerare la tassa sulla prima casa. D’altra parte, aver tolto l'ICI per convenienza elettorale è stato un crimine, perché era l'unica risorsa per i Comuni. I tagli dei Governi nazionali e un federalismo nato morto hanno poi fatto il resto.  
 

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