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Fondazione, polemica a sinistra. Prc contro Pd: "E' un partito-Stato"

Il rinnovo delle cariche alla Fondazione Cassa dei Risparmi fa aprire un nuovo fronte di polemica politica tutto a sinistra. L'attacco al Partito Democratico e al sindaco viene questa volta da Nicola Candido, segretario di Rifondazione Comunista, che tuona contro "il Partito Democratico, ovvero il principale attore politico del territorio, o meglio, il partito Stato del territorio"

Il rinnovo delle cariche alla Fondazione Cassa dei Risparmi fa aprire un nuovo fronte di polemica politica tutto a sinistra. L'attacco al Partito Democratico e al sindaco viene questa volta da Nicola Candido, segretario di Rifondazione Comunista, che tuona contro “il Partito Democratico, ovvero il principale attore politico del territorio, o meglio, il partito Stato del territorio. Sulle nomine alla Fondazione Cassa di Risparmio sta confermando, ancora una volta, il cambiamento di collocazione ideale e culturale. Dal rappresentare i ceti popolari e gli interessi diffusi della società si è convertito in portavoce di interessi organizzati, ristretti”.

Dice Candido: “Il dibattito di questi giorni sulle nomine alla Fondazione Cassa di Risparmio evidenzia due aspetti che vale la pena esplicitare con chiarezza. Il primo, il vero luogo decisionale e di governo di Forli non sono le istituzioni elette direttamente dai cittadini, ma la struttura dove a decidere sono i soliti potenti in caminetti ristretti, come ricordato dal Sindaco. In un momento come questo in cui le risorse economiche per gli Enti Locali sono sempre più scarse chi ne ha ampie disponibilità diventa il vero perno della società. Allora la partita delle nomine, fatta da una ristrettissima cerchia, non è solo un problema di allargamento del dibattito, ma una questione democratica. Il vulnus non riguarda le figure che saranno scelte, ma le modalità con le quali lo saranno. A partire dalla modalità usata dal Sindaco. Il dibattito tra ex politici o “società civile”, quindi, è una cortina fumogena che nasconde la questione principale, il controllo democratico e la redistribuzione trasparente delle risorse economiche”.

Quindi appunto l'affondo al Pd: “Invece di essere il mezzo tramite il quale i singoli cittadini si organizzano per contrapporsi ai poteri economici e sociali costituiti, diventa il facente funzione di tali interessi costituiti. In sostanza, compie fino in fondo il passaggio da partito di sinistra a partito liberale, come si sarebbe detto qualche tempo fa, da forza politica che rappresenta il mondo del lavoro a partito espressione della borghesia e delle imprese. Trasformazione del tutto legittima, ma che è bene tener presente se vogliamo, come cittadini e forze politiche di questo territorio, confrontarci con la legittimazione democratica di un’istituzione elitaria come la Fondazione. Di certo, non è più possibile pensare che ingenti risorse drenate al territorio non vengano investite secondo modalità democratiche controllate dai cittadini, ma tramite scelte, seppur legali, tra i soliti potenti di Forlì”.

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