Fondi per le scuole e le strade, De Girolamo: "Una boccata di ossigeno non indifferente"

"Si tratta di una decisione molto importante", commenta il deputato Carlo Ugo de Girolamo

Via libera alla ripartizione dei 250 milioni assegnati dalla legge di Bilancio 2019 alle Province per la messa in sicurezza di strade e scuole di competenza. In sede di Conferenza Stato-Città e Autonomie Locali, è stata sancita negli scorsi giorni l'intesa che assegna alla Regione Emilia-Romagna complessivamente circa 31 milioni e 400 mila euro: 4mln 979mila euro alla Provincia di Ferrara, 4 milioni e 18mila euro a Forlì-Cesena, 3 milioni e 479mila euro a Modena, 3 milioni 312mila euro a Parma, 5 milioni e 71mila euro a Piacenza, 3 milioni e 29mila euro a Ravenna, 3 milioni e 743mila euro a Reggio Emilia e 3 milioni 767mila euro a Rimini.

"Si tratta di una decisione molto importante - commenta il deputato Carlo Ugo de Girolamo - perché finalmente non è un contributo annuale ma pluriennale, dal 2019 al 2033, che consente di tornare a programmare interventi di manutenzione, dopo diversi anni di sostanziale azzeramento". Continua il parlamentare forlivese: "In controtendenza rispetto ai Governi precedenti siamo riusciti a stanziare 250 milioni da destinare alle nostre Province. Non posso che essere soddisfatto nel constatare che la Provincia di Forlì-Cesena risulta tra quelle assegnatarie di una cospicua quota di contributo, pari a 4.018.385,90 euro annui. Tale risultato, in considerazione dei criteri previsti dalla legge, attesta che siamo stati sicuramente tra le Province maggiormente penalizzate dalle manovre finanziarie, che hanno costretto a tagliare quasi tutti i finanziamenti. Le quote maggiori sono state infatti assegnate a quelle Province che hanno dovuto maggiormente ridurre le spese per strade e scuole per effetto dei tagli alle risorse finanziarie».

"Una boccata di ossigeno non indifferente, dopo i numerosi tagli subiti in precedenza - conclude de Girolamo - questo Governo mette sul piatto della bilancia stanziamenti che rappresentano da qui al 2033 una voce stabile nel bilancio dello Stato, pertanto incrementabile negli anni a venire, e una misura strutturale che consentirà ai nostri enti di tornare finalmente a programmare gli interventi e di uscire dalla fase di incertezza che ha caratterizzato gli ultimi anni".

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