menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Forlì capitale italiana della cultura? Il deputato Di Maio: "Sì, ma non in questo modo"

Espone Di Maio: "La candidatura a capitale italiana della cultura è una cosa seria, che non si può improvvisare in pochi mesi o settimane"

"Forlì ha tutte le carte in regola per concorrere a questo risultato, ma soprattutto ha bisogno di un progetto che guardi a un futuro più lontano e la costruzione del progetto di candidatura sarebbe l’occasione per farlo". Questa l'opinione del parlamentare Marco Di Maio dopo che il Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo ha ufficializzato la presenza dell'Unione dei Comuni della Romagna forlivese tra le 44 realtà candidate a "Capitale italiana della Cultura 2021".

Espone Di Maio: "La candidatura a capitale italiana della cultura è una cosa seria, che non si può improvvisare in pochi mesi o settimane. Richiede un lavoro accurato e approfondito, il preventivo coinvolgimento di tutti gli attori culturali, economici e istituzionali di una città e del suo territorio. Ha bisogno di un impegno trasversale alle forze politiche e di non essere materia da campagna elettorale. Per primo nel 2018 ho lanciato questa proposta, ma non a caso con l’orizzonte dei quattro-cinque anni successivi. Le reazioni furono derisorie da parte da chi stava all’opposizione (e oggi, in posizione diversa, firma questa candidatura); mentre parte del mio schieramento risposte con contrarietà e assoluta inazione da parte dei partiti che sostenevano la giunta Drei (compresi quelli che si dicono “soddisfatti”, non si capisce di cosa; ma bene che si cambi idea anche se tardivamente). Ora si riprende questo progetto e mi fa piacere; ma lo si fa in modo sbagliato, in piena campagna elettorale e proponendo la candidatura a città capitale italiana della cultura del 2021 un ente, come l’Unione dei Comuni, che pare destinato alla chiusura proprio nel 2021. Tra l’altro per l’anno successivo a Parma, che nel 2020 é la capitale italiana".

Continua il parlamentare romagnolo: "Forlì ha tutte le carte in regola per concorrere a questo risultato, ma soprattutto ha bisogno di un progetto che guardi a un futuro più lontano e la costruzione del progetto di candidatura sarebbe l’occasione per farlo. Possiamo contare su una vivacità del tessuto culturale, associazionistico ed economico che pochi possono vantare; sulle grandi mostre e su altri eventi di rilevanza nazionale e internazionale assieme a una grande quantità di eventi di statura minore, ma di qualità. Forlì - col suo comprensorio - deve ambire a questo titolo, ma per i prossimi anni, magari il 2023 o 2024, con un progetto che la veda capofila di un territorio più ampio e con il pieno coinvolgimento di tutti gli attori coinvolti, senza distinzioni. Candidarsi con l’Unione dei Comuni “tanto per provarci” come ha detto il sindaco di Forlì (e presidente dell’Unione) Gian Luca Zattini, è un errore che rischia di gettare alle ortiche una concreta possibilità. Peccato".

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

ForlìToday è in caricamento