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Domenica, 1 Ottobre 2023
Politica

Forlì Città Aperta contesta il consiglio comunale: "Il solito scaricabarile, anche negazionisti del cambiamento climatico"

“Troviamo incredibile la volontà di negare l’evidenza delle molteplici criticità riscontrate, non tutte da attribuire all’amministrazione comunale, e ci chiediamo come sia possibile apportare i radicali cambiamenti necessari alle molte cause di questa situazione"

Critiche all'ultimo consiglio comunale, che si è tenuto lunedì scorso, da parte del gruppo “Forlì Città Aperta”. “La cittadinanza, distribuita eccezionalmente tra sala consiliare e contiguo salone non senza polemiche del consiglio stesso, ha potuto assistere alla discussione pubblica sulla gestione emergenziale e sulla ricostruzione. Molte cose, tuttavia, non hanno funzionato”, sostiene una nota.

“Innanzitutto, la tempistica: riteniamo sia grave che il primo e unico momento aperto al pubblico sull’alluvione si sia tenuto dopo più di 40 giorni dall'evento calamitoso, ripetiamo l'assurdità del diniego del consiglio straordinario e del tentativo di escludere dal pubblico la maggior parte dei cittadini presenti. Erano stati predisposti solo 25 posti per il pubblico nonostante fosse stata preannunciata alla giunta la volontà di assistere da parte di molte persone e richiesto a più riprese che fosse adibito un luogo adatto. Solo grazie alla determinazione dei presenti è stata permessa la disposizione di ulteriori posti a sedere nel salone comunale e l’accettazione di un numero maggiore di persone nella sala del consiglio comunale”, continua la nota.

“Un altro punto problematico è rappresentato dal livello di comunicazione e dalle risposte fornite.Ancora una volta abbiamo dovuto ascoltare giustificazioni della propria inazione con il tipico "scarica barile" delle responsabilità tra le Istituzioni. Nessuno si è dimostrato propenso ad assumersi alcuna responsabilità per tutto ciò che non è andato, tantomeno il sindaco che pur parlando di scuse preventive nei primi giorni dell’alluvione a tutt’oggi afferma che tutto è stato fatto senza commettere errori e che il “modello Forlì” è un modello virtuoso”.

“Troviamo incredibile la volontà di negare l’evidenza delle molteplici criticità riscontrate, non tutte da attribuire all’amministrazione comunale, e ci chiediamo come sia possibile apportare i radicali cambiamenti necessari alle molte cause di questa situazione se nessuno è disposto ad ammettere che molto non ha funzionato prima, durante e dopo l’alluvione. Siamo stanchi di assistere a un indecoroso scambio di accuse tra fazioni politiche, che non permette di entrare nel merito di nessuna situazione. In altre città colpite dall’alluvione è stata addirittura accettata dalla maggioranza una commissione di inchiesta proposta dalla minoranza comunale, mentre a Forlì chiunque osi avanzare critiche o dubbi viene tacciato di faziosità partitica, divisionismo e violenza verbale”.

Ed ancora: “Nella mancanza assoluta di concretezza non sono mancati interventi negazionisti del cambiamento climatico o accusatori nei confronti delle associazioni ambientaliste, quando è ormai lampante e palese a ognuno quanto il collasso climatico abbia un ruolo principale. I toni violenti e paternalisti hanno raggiunto l'apice quando si è addirittura responsabilizzata la cittadinanza a cui si è rimproverato di non aver fatto abbastanza”.

“Abbiamo sottoposto al sindaco un documento, realizzato all'interno del percorso cittadino intrapreso come Assemblea Cittadina Oltre l'Alluvione, con dubbi e domande specifiche in merito alle criticità riscontrate dai cittadini in questi giorni, ma nonostante le promesse, a quasi venti giorni di distanza non abbiamo ricevuto alcuna risposta da lui o dall’amministrazione comunale. Siamo tutti usciti da quell'aula con un grande senso di frustrazione e rabbia”.

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