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"Forlì non dorme, è una città internazionale"

"Forlì è anche, e sempre di più, una città crocevia di culture e influenze internazionali". Lo afferma con convinzione Patrick Leech, assessore alle Relazioni internazionali del Comune di Forlì

“Qualcuno continua a descrivere Forlì come una città ‘provinciale’, un po’ addormentata, afflitta da qualche anno da una depressione economica, riflesso della situazione nazionale. Una città che fatica a trasformarsi da città agro-industriale a città del ventunesimo secolo. Di certo Forlì è una città solida e tradizionale, con un tessuto di associazionismo e di forme cooperative importante, fortemente inserita in un contesto romagnolo più ampio, che ancora deve esprimere tutto il suo potenziale. Ma Forlì è anche, e sempre di più, una città crocevia di culture e influenze internazionali”. Lo afferma con convinzione Patrick Leech, assessore alle Relazioni internazionali del Comune di Forlì

“La settimana scorsa, delegazioni dalla Finlandia, dalla Svezia e dalla Spagna sono venute in città a discutere, insieme a realtà del territorio romagnolo, dell’imprenditoria giovanile. Contemporaneamente a quest’incontro, amministratori locali della Germania, dell’Estonia e dell’Ungheria hanno partecipato al Campus Cloud Europeo organizzato nell’ambito della “Settimana del Buon Vivere” sul tema della sostenibilità nel campo della innovazione urbana. Il World Caffè della stessa giornata ha visto ospiti dall’Etiopia, dal Senegal, e dalla Tunisia che hanno affrontato il tema dell’intreccio fra cultura e integrazione. Ancora il festival di cinema “Sedicicorto” ha annunciato, in conferenza stampa, che sono arrivati film da ben 118 paesi diversi. Venerdì scorso, nel Salone Comunale, si è svolta la cerimonia conclusiva del Master in Ricerca Interdisciplinare e Studi sull’Europa Orientale della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Bologna, un Master al quale partecipano ben 5 università europee e che attrae studenti da tutt’Europa e oltre.  Il giorno dopo, è stato annunciato l’arrivo di un’esposizione di artisti giapponesi quest’inverno”, elenca l'assessore.

“Questa intensa attività, resa possibile da una pluralità di soggetti, mostra dunque una città con una dimensione fortemente internazionale. Alcuni storcono il naso nei confronti dell'impiego di risorse (umane più che economiche, considerato che la maggior parte dell’attività sopradescritta è finanziata da progetti europei) in un contesto di crisi economica come quello che ci attraversa. Si tratta di una visione miope: le relazioni internazionali non sono più lo scambio di doni e stendardi fra città gemellate. Costituiscono, al contrario, un investimento teso a costruire ed estendere il sistema nervoso europeo attraverso il quale viaggiano le culture, il commercio, il sapere – insomma, le principali risorse umane ed economiche. Le istituzioni europee dedicano fondi allo sviluppo di uno spazio culturale, storico ed economico condiviso, ed è cruciale per una città che guarda al futuro fare parte di questo progetto. Forlì, una città di provincia di medie proporzione, dimostra già questa dimensione internazionale. Ma dev’esserne pienamente consapevole”, conclude Leech.


 

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