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La manifestazione

Torna il Forlì Pride, il Popolo della Famiglia: "Un'offesa alla sensibilità di tanti credenti". Il Pd: "Ci riportano al medioevo"

Il Popolo della Famiglia parla di "evento divisivo, che non rappresenta la comunità dei tanti forlivesi non allineati al pensiero unico

La comunità arcobaleno forlivese torna a sfilare lungo le strade della città e lo farà venerdì 14 giugno. Il ritrovo è previsto alle ore 18 in piazzale della Vittoria (lato ingresso giardini della Resistenza) per partire in corteo alle 19. Il motto della manifestazione sarà ‘R-esistenze’, "per dare risalto - spiegano gli organizzatori - a tutte quelle azioni di resistenza quotidiana che compiamo, spesso senza renderci conto, semplicemente esistendo all’interno della comunità Lgbtqia+ in una società che purtroppo ancora oggi ci porta a dover resistere ai soprusi e alle discriminazioni, per esistere alla pari di chiunque altro".

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Critico il Popolo della Famiglia, che parla di "evento divisivo, che non rappresenta la comunità dei tanti forlivesi non allineati al pensiero unico. Lo riteniamo un attacco ai valori della famiglia e un'offesa alla sensibilità di tanti credenti, per la sguaiatezza che lo contraddistingue e che può scandalizzare i bambini, e per gli attacchi gratuiti ai simboli cristiani cui spesso si accompagna. L'orgoglio omosessuale rappresenta la bandiera della sinistra, che scambia l'inclusione con l'imposizione alla maggioranza della popolazione di un modello assolutamente minoritario. La compagine di Rinaldini ne sarà senz'altro entusiasta, noi siamo sicuri che questa esagerazione ostentata senza pudore per le strade della città non troverà il sostegno dell'amministrazione in carica a guida Zattini.  L'ondata di ipocrisia arcobaleno e del politicamente corretto, infatti, non ha nulla a che vedere con l'accoglienza e il rispetto che si deve a qualunque persona".

"Di fronte a queste operazioni ideologiche, che rispondono agli intenti delle lobbies Lgbt ma che sono lontane anni luce dalla vita reale dei  cittadini, sentiamo ancora di più la responsabilità della nostra partecipazione a queste elezioni; le famiglie di Forlì non vogliono simili carnevalate, chiedono piuttosto maggiore considerazione per se stesse - viene aggiunto -. Come Popolo della Famiglia vogliamo rispondere alle esigenze concrete dei cittadini e rappresentarli in Consiglio comunale.   Un conto è la libertà di manifestazione, un conto è supportare certe finte identità valoriali.  Quanto sbandierato dalla follia arcobaleno è il prodotto di un condizionamento diffuso da un'Europa sempre più matrigna e lontana dai bisogni dei cittadini. Occorre riportare al Parlamento Europeo istanze di buon senso fondate sul primato della famiglia naturale, valore comune che va difeso per garantire un futuro al nostro continente".

La replica del Pd

“Leggere certe affermazioni nel 2024 fa rabbrividire. Non potevamo aspettarci nulla di diverso dal Popolo della Famiglia, al quale vorremmo però ricordare che il pensiero unico di cui parlano è quello della destra della quale fanno parte. Affermare i propri diritti non può mai essere divisivo”, esordisce la segretaria territoriale del Pd forlivese Gessica Allegni, in risposta alle affermazioni del Popolo della Famiglia sul Forlì Pride. "Le teorie oscurantiste, esposte dal partito che appoggia il sindaco di Forlì, Gian Luca Zattini, non solo non hanno alcun fondamento scientifico, ma sono offensive, verso il mondo Lgbtqia+ e verso tutte le cittadine e i cittadini che credono in una società dei diritti, delle libertà e della democrazia".

Continua Allegni: "Il Popolo della Famiglia parla di bandiere, ideologie, addirittura di lobbies Lgbt: noi parliamo di diritti universali, inclusione, e sì, parliamo anche di famiglie, tutte le famiglie, perché non ne esistono di serie A o di serie B; è questo che sfugge alla destra, che sogna un Paese ed una città, dove esista una scala gerarchica dei diritti, a seconda dell’orientamento sessuale o del credo religioso: cosa dobbiamo aspettarci da questi partiti? Sarebbe comico, se non fosse imbarazzante, il timore che il Forlì Pride possa ‘scandalizzare i bambini’: le nuove generazioni sono attentissime ai temi centrali dei Pride di questi mesi, noi vogliamo fare una politica che sia accanto ai giovani, una politica che garantisca a tutte le bambine e i bambini gli stessi diritti". Conclude l'esponente dem: "Ancora una volta le prossime elezioni, sia europee che amministrative, si rivelano una scelta di campo tra chi è accanto alle persone, soprattutto alle più fragili, e chi le vuole emarginare e classificare, tra chi lotta per i diritti di tutte e tutti e chi invece vuole chiudersi sempre di più in una società che ci riporta indietro di secoli".

Sulla questione prende la parola anche Vico Zanetti, candidato Pd al Consiglio comunale: "Non so perchè, a me è venuto in mente il 25 aprile, festa della Liberazione del nostro paese, spesso, appunto, definita da destra divisiva.In realtà le due date hanno più in comune di quello che un osservatore superficiale potrebbe presumere. Il 25 aprile ricorda la rivolta degli italiani contro i nazifascisti, il Pride commemora i moti di Stonewall, quando il mondo LGBT+ a New York, reagì ai soprusi che subiva. E non a caso il titolo scelto quest'anno dal Pride forlivese  è R-esistenze. Che poi chi si dice cristiano attacchi quel che "divide" un po' spiace. Basterebbe pensare al vangelo di Matteo (10,34-35): "Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; non sono venuto a portare pace, ma una spada. Sono venuto infatti a dividere il figlio dal padre, la figlia dalla madre, la nuora dalla suocera". Ma mi pare che ci sia poco di divisivo in una manifestazione che a Rimini ha visto il vescovo tra i partecipanti. Per chi non ci sarà, il Pride è un luogo di festa, di libertà, di speranza. Per un futuro senza discriminazione, senza steccati, senza oscurantismo. Il pride non divide. Unisce. E, anche quest'anno ci sarò".

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