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Forlì resta arancione, Morrone (Lega): "Bene il rifiuto di Zattini, l'economia è allo sfascio"

“Appoggio totalmente il sindaco di Forlì Gian Luca Zattini che si è opposto alla decisione di Stefano Bonaccini di inasprire le misure ‘chiusuriste’ inventandosi l’area arancione scuro"

Il comprensorio di Forlì resta in zona arancione. I restanti comuni della Ausl Romagna, cioè quelli delle province di Rimini e Ravenna e del cesenate entreranno in "zona arancione scuro" e il presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, firmerà una nuova ordinanza analoga a quelle già approvate per la Città metropolitana di Bologna e l’Imolese.

“Appoggio totalmente il sindaco di Forlì Gian Luca Zattini che si è opposto alla decisione di Stefano Bonaccini di inasprire le misure ‘chiusuriste’ inventandosi l’area arancione scuro - commenta Jacopo Morrone, segretario della Lega Romagna - Un escamotage per lanciare un ulteriore messaggio negativo alla popolazione senza pagare dazio. Bonaccini ha cambiato ancora una volta idea in pochi giorni: dall’apertura serale dei ristoranti, dichiarata inseguendo Matteo Salvini, si è trasformato in un oltranzista delle chiusure, senza tuttavia basarsi su dati accertati, ma su possibili rischi e timori. Da chi è arrivato il suggerimento? Faccia nomi e cognomi, spieghi i motivi reali di questo provvedimento incomprensibile e diffonda numeri possibilmente verificabili della situazione".

"Credo che sia ormai chiaro che il buon governo dell’Emilia-Romagna è un bluff - attacca il leghista - Siamo in coprifuoco da ottobre, confinati nei comuni di residenza, l’economia è allo sfascio. Se oggi ci troviamo davvero nella situazione paventata da Bonaccini, allora significa che è stato sbagliato tutto fin dall’inizio. Se i vaccini non ci sono la responsabilità è interamente dell’incapacità del Governo Conte bis. Chi ha sbagliato deve assumersene la responsabilità. Noi della Lega siamo per la sicurezza e la tutela dei nostri concittadini, ma non possiamo consentire che per ragioni confuse e poco chiare si imponga un nuovo giro di vite che esaspererà ancora di più aziende, attività, lavoratori e una comunità ormai stanca di proibizioni e limitazioni della libertà senza ragioni concrete".

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