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Fotovoltaico, Alessandrini (Pd): "Salvaguardare l’occupazione del settore"

Per quanto riguarda la scelta del Governo sul tema del fotovoltaico, Alessandrini sottolinea che "è un errore la riduzione degli incentivi e comunque, se fatta, dovrebbe avvenire con gradualità"

«Esprimere al Governo la propria contrarietà ad una disincentivazione non graduale degli incentivi sul fotovoltaico e sottolineare con forza la necessità di porre al centro dell’Agenda del Paese la Questione Energetica e la connessa elaborazione di un Piano Industriale Nazionale». Queste le due questioni al centro di una Risoluzione che il consigliere regionale del Pd Tiziano Alessandrini (Pd) ha firmato insieme ai gruppi di maggioranza dell’Assemblea legislativa, affinché si affronti il problema con determinatezza.

Alessandrini ricorda nel documento: «Il Secondo Piano Energetico della Regione Emilia-Romagna punta sul risparmio energetico e sullo sviluppo delle fonti rinnovabili mirando ad una produzione che, partendo dai circa 1150 attuali, arrivi tra i 2200 ed i 2790 Mw nel 2014 ed a 6550/7960 nel 2020» a mette in luce come «a tale fine, dopo l’obbligo di installazione del fotovoltaico nei nuovi edifici ed una serie di bandi per le imprese, nel febbraio scorso la Regione ha stipulato un Accordo con ANCI E-R per portare avanti congiuntamente con i Comuni le azioni previste dal Programma Triennale – continua il consigliere del PD - Tali risultati potrebbero essere messi in discussione da scelte nazionali disincentivanti troppo repentine e non contestualizzate entro una programmazione energetica di lungo periodo ed un preciso Piano Industriale».

Per quanto riguarda la scelta del Governo sul tema del fotovoltaico, Alessandrini sottolinea che «è un errore la riduzione degli incentivi e comunque, se fatta, dovrebbe avvenire con gradualità, salvaguardando l’occupazione del settore, permettendo alle Regioni di portare avanti le programmazioni energetiche di emancipazione dalle fonti fossili e dalla dipendenza straniera, e soprattutto contestualizzandola entro l’elaborazione di un Piano Industriale  Nazionale che da troppo tempo l’Italia attende e che della politica energetica dovrà fare pilastro nell’elaborazione degli obiettivi strategici».


 

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