Venerdì, 25 Giugno 2021
Politica

Fratelli d'Italia irresistibile, partiva da uno e ora ha 6 consiglieri ma spaccati in due: un rebus per Zattini

Una grana in primis per il sindaco Gian Luca Zattini, sebbene entrambi i gruppi si dichiarino leali sostenitori del primo cittadino. Per quanto, infatti, la giunta potrà non avere un esponente di Fratelli d'Italia?

E' un pasticcio che si ingarbuglia sempre di più quello di Fratelli d'Italia a Forlì, ma il risultato finale, per quanto non voluto dai due gruppi in contrapposizione, è che ora in Consiglio comunale ci sono ben 6 consiglieri che fanno riferimento all'universo valoriale e all' "etichetta" di Fratelli d'Italia: da una parte Davide Minutillo, Marinella Portolani e Francesco Lasaponara (nel gruppo 'Fratelli d'Italia per Giorgia Meloni', con Portolani approdata dalla lista 'Forlì Cambia' e Lasaponara dalla Lega) e dall'altra parte il nuovo gruppo consigliare 'Fratelli d'Italia', riconosciuto ufficialmente dai vertici nazionali del partito, formato da Marco Catalano, eletto in Forza Italia che transita dal Gruppo Misto, a cui si aggiungono da martedì Emanuela Bassi (dalla Lega) e Damiano Bartolini (da Forza Italia). Secondo il regolamento del Consiglio comunale, infatti, si può formare un gruppo consigliare autonomo con tre consiglieri. E con una conferenza stampa blitz di martedì mattina è nato il gruppo Fratelli d'Italia con il suggello del coordinatore regionale di FdI Michele Barcaiuolo, del coordinatore provinciale di FdI Forlì-Cesena Roberto Petri e degli organismi nazionali del partito.

“Autorizziamo l'uso e il nome del simbolo Fratelli d'Italia e si realizza, come prevede il regolamento degli organi comunali all'articolo 52, comma 7, un gruppo che sarà guidato come capogruppo da Emanuela Bassi. Nel solco del sostegno alla giunta Zattini e nell'alveo degli ideali e dei valori del centrodestra. Sono tre amici che si ritrovano in battaglie comuni ed hanno ottenuto il riconoscimento locale, regionale e nazionale del partito”: afferma il deputato Galeazzo Bignami, anch'egli di Fratelli d'Italia dopo l'elezione in Parlamento in Forza Italia. Il partito di Giorgia Meloni ha ormai una grande attrattiva politica: solo a Forlì da un consigliere comunale eletto (Minutillo) di fatto la rappresentanza politica è ora formata da 6 consiglieri, suddivisi però in due gruppi consigliari tra di loro non comunicanti e che non si riconoscono a vicenda.

Una grana in primis per il sindaco Gian Luca Zattini, sebbene entrambi i gruppi si dichiarino leali sostenitori del primo cittadino. Per quanto, infatti, la giunta potrà non avere un esponente di Fratelli d'Italia? E se il sindaco dovrà scegliere, a quale Fratelli d'Italia dovrà attribuire il posto di assessore, dato che entrambi i gruppi hanno la stessa forza in Consiglio? E se i due gruppi un domani tornassero a saldarsi nelle turbolenze politiche attuali? Tutte incognite politiche per il primo cittadino. “Siamo un partito serio e responsabile. In questa fase di emergenza sanitaria e di crisi socio economica non è il momento di parlare di questi argomenti. Ci sarà il tempo, quando la situazione tornerà alla normalità, di parlare anche di un riconoscimento del nostro partito nell'azione del centrodestra che a Forlì sta dando i suoi frutti. A livello elettorale Fratelli d'Italia è terza forza politica nazionale, è il partito che otterrebbe voti in doppia cifra  anche nel nostro territorio. Andiamo avanti con forza e i risultati non mancheranno”, chiosa Petri. 

Tecnicamente, in consiglio comunale c'è il gruppo guidato da Minutillo, eletto nella lista di Fratelli d'Italia che si è presentata con il placet dei vertici nazionali lo scorso anno. Ma già da un anno il partito della Meloni ha disconosciuto Minutillo, a cui però, per legge, non si può togliere l'attribuzione del nome del gruppo consigliare. Il gruppo di Minutillo ha coagulato intorno a se altri consiglieri ed esponenti: Portolani, Lasaponara, e Giovanni Amadori, quest'ultimo a gennaio era stato annunciato come aderente al partito e ad ottobre ha accettato la nomina, da parte di FdI nella Commissione Pari Opportunità, ma - spiega - "non c’entro nulla con Fratelli d'Italia a Forlì oggi e non mi appassionano le polemiche che stanno prendendo sempre più piede", definendo il suo ruolo nella commissione come un ruolo di "esperto esterno". In questo caso il gruppo di Minutillo ha 'pescato' in 2 casi da 'Forlì Cambia' e in uno dalla Lega.

Idem, però, per il gruppo guidato da Marco Catalano, che, eletto in Forza Italia e non accettato nel gruppo da Minutillo, è andato nel Gruppo Misto, ma ora ha la forza di formare un gruppo autonomo, con l'arrivo di Bassi e Bartolini. Il computo è di due uscite da Forza Italia e una dalla Lega, mentre da 'Forlì Cambia' a Fratelli d'Italia "ufficiale" sono confluiti anche Vinicio Pala e Alessandro Bombardini, che non sono consiglieri, ma ex presidente ed ex vicepresidente dell'associazione che anima la lista civica personale del sindaco. Se si considera che in tale gruppo ci sono anche altri esponenti politici di lungo corso come Fabrizio Ragni (da Forza Italia) e Mario Peruzzini (da Forlì Sicura), emerge che esiste a Forlì un nutrito quadro dirigente di Fratelli d'Italia, sebbene con una profonda frattura che genera instabilità nella maggioranza di governo. C'è da domandarsi ora quali saranno le decisione di Luca Bartolini, a capo di Forza Italia a livello provinciale, ex An, dato che sono andati in Fratelli d'Italia già il cugino Roberto Leoni e il fratello Damiano Bartolini.

Intanto procede anche il tragitto di 'Fratelli d'Italia per Giorgia Meloni'. A Riguardo sostiene Bignami: “La situazione è nota, Minutillo è stato diffidato ad agire politicamente al di fuori del suo mandato in consiglio comunale a nome e per conto di FdI. In base alle norma non si può revocare il nome della lista in consiglio comunale, ma unicamente il partito si riconosce in Bassi, Catalano e Bartolini”. Due gruppi di Fratelli d'Italia in Consiglio? “Siamo di fronte ad un paradosso consentito dalla giurisprudenza. E c'è un precedente. Negli anni Duemila si era creata una situazione simile in consiglio comunale a Forlì con due gruppi riconducibili ad An: in quel caso il partito si riconosceva in Vincenzo Bongiorno. Ed anche questa volta c'è chi non ha l'autorizzazione del partito, Minutillo e i suoi due colleghi di gruppo non sono iscritti a FdI. Fratelli d'Italia a Forlì conclude un percorso di radicamento non soltanto in consiglio ma anche in città: c'è il Circolo Caterina Sforza che è laboratorio di idee ed attività politica nell'attività convinta e quotidiana di sostegno al centrodestra ed alla giunta Zattini”, aggiunge Petri.

“Sono lusingata di questa opportunità. Ho scelto Fratelli d'Italia per una moto del cuore, ho seguito Meloni, leader politico che mi rappresenta appieno e mi riconosco nella sua frase: “Sono donna, sono madre, sono cristiana” nel suo essere coerente e conseguente nell'azione politica ispirata da ideali che condivido”: il primo commento 'a caldo' di Bassi, professionista affermato in città, avvocato, eletta nella Lega, "come indipendente", come tiene ora a specificare. “Non è un addio indolore, mi lega soprattutto con il vicesindaco Mezzacapo un rapporto di amicizia, ma il mio percorso   mi porta senza tentennamenti in questa casa politica, in Fratelli d'Italia, che soprattutto in questa fase di emergenza sanitaria sa dare voce alle categorie economiche e professionali più colpite e propone soluzioni  per non abbandonarle alla disperazione”, conclude Bassi.

“Fra le nostre priorità il sostegno alle partite Iva, ai lavoratori autonomi, agli esercenti, ai commercianti, ai titolari di bar e ristoranti, agli imprenditori  che in questi mesi sono stati lasciati al loro destino, se non penalizzati, dimenticati nei primi tre “decreti ristoro”  e colpiti anche  dalle incertezze del governatore Bonaccini che non ha difeso a sufficienza l'Emilia-Romagna passata in 'zona arancione' 24 ore dopo che ci si era appena organizzati per la 'zona gialla'. Famiglia, amor di Patria, sostegno alle categorie più svantaggiati le nostre direttrici e già , dopo 50 anni di sinistra al governo della città, e un anno e mezzo dalla vittoria del centrodestra, si stanno vedendo i frutti dell'amministrazione Zattini. Andremo avanti su questa strada senza tentennamenti”, conclude Catalano.

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