Fusione Hera-Acegas, il pensiero del Comitato Acqua

Il 12 - 13 giugno 2011 la travolgente vittoria dei 2SI AI REFERENDUM per l'acqua pubblica è stata la massima espressione della volontà popolare.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ForlìToday

Il 12 - 13 giugno 2011 la travolgente vittoria dei 2SI AI REFERENDUM per l'acqua pubblica è stata la massima espressione della volontà popolare. Hanno vinto le donne e gli uomini di questo paese, della città di Forlì e comprensorio che assieme ai comitati si sono prodigati per la vittoria referendaria.
27 milioni di donne e uomini di questo paese hanno dimostrato votando 2SI che era necessario cambiare " rotta ". Quelle donne e uomini del nostro paese, del territorio forlivese e della città di Forlì hanno chiesto agli amministratori di essere ascoltati, hanno richiesto una democrazia partecipata e di essere coinvolti nelle scelte che gli amministratori, eletti dal popolo sovrano, fanno in nome e per conto dei cittadini.
I due quesiti referendari promossi da numerosissime associazioni e dai cittadini, nonostante il Decreto del Presidente della Repubblica del 20 luglio 2011, dove ribadiva l' immediata attuazione e la sentenza N.199 di luglio 2012 dove ribadisce che il Servizio Idrico deve essere ripubblicizato non è stato attuato in nessun Comune del territorio italiano ad eccezione di Napoli.
 A Forlì, il Comitato Acqua bene Comune ha iniziato un percorso con l' amministrazione comunale per l' attuazione dell' esito referendario istituendo " Il Tavolo dell' Acqua Bene Comune Romagna " con la partecipazione dei Comitati Acqua Bene Comune  della Romagna.
Forlì ed altri 185 comuni dell' Emilia Romagna il Servizio Idrico è gestito dal 2002 dalla Multiutility HERA, la quale è quotata in Borsa dal 26 giugno 2003, che gestisce il servizio  con  metodo tutto verticista e chiuso nelle stanze dei poteri economici e finanziari, i cittadini pagano con le loro bollette, sempre più care ( negli ultimi 5 anni sono aumentate circa del 35% ), i servizi erogati acqua e rifiuti.
Dal 2003 ad oggi le perdite idriche in rete non hanno avuto alcun miglioramento, anzi nella Provincia di Forlì - Cesena è stato completamente disatteso l' obbiettivo della riduzione del 5% delle perdite nell' arco della convenzione.
Va sottolineato l'alto costo della struttura manageriale e dirigenziale, che a dispetto di quello che sostengono chi pensa che si tratti di una azienda pubblica, i compensi dei manager e dirigenti sono significativamente più alti di quelli in uso nella pubblica amministrazione e, non da ultimo con l'emissione di obbligazioni convertibili in azioni fino a 140 di Euro che  nel 2013 potranno costituire una diminuzione della quota pubblica. Quindi un'azienda che cerca di garantire i dividendi agli azionisti facendoli pagare agli utenti in bolletta.
Hera è sempre meno identificata come l'azienda del territorio vicino al cittadino, ma un' azienda il cui management ha saldamente in mano le leve del comando muovendosi sempre più su logiche mercantili e finanziarie, piuttosto che sulla risorsa, la corretta gestione dei fattori ambientali, il contenimento delle tariffe e lo sviluppo degli investimenti.  
Il 25 luglio 2012 è STATO APPROVATO IL PROGETTO DI AGGREGAZIONE dal Consiglio di Amministrazione di Hera S.p.A. e l’ Assemblea di Acegas/Aps Holding S.r.l., società che controlla Acegas-Aps S.p.A., SOTTOSCRITTO dai rispettivi Presidenti.
In questo senso si iscrive anche il processo deciso dalla Cassa Depositi e Prestiti che tramite la ricapitalizzazione da parte del Fondo Strategico Italiano (80.000.000 di €) (fino al 7% del capitale) a supporto delle fusioni e delle privatizzazioni abbasserà ulteriormente la proprietà dei comuni nella Grande HERA, operazione propedeutica al processo di privatizzazione.

La Cassa Depositi e Prestiti, nata nel 1850 e fino al 2003 la sua funzione è stata quella di raccogliere il risparmio postale dei cittadini per utilizzarlo per il finanziamento a tassi agevolati degli investimenti degli enti locali. La sua era una tipica funzione pubblica. Nel 2003 viene trasformata in una Società per Azioni con 70% del capitale detenuto dal Ministero del Tesoro e 30% detenuto da 66 fondazioni bancarie. Da allora il suo raggio d’azione si amplia fino a farla intervenire in tutti i settori della politica economica del paese e su tutto il mercato finanziario internazionale, ancora  i soldi dei risparmi dei cittadini vengono usati per i profitti e non per migliorare la  qualità della loro vita.
I Comuni soci pubblici al 51%, entro il 14 ottobre debbono approvare la Fusione HERA - ACEGAS/ASP. Dal 20 settembre al 19 ottobre 2012 i Sindaci del Territorio Forlivese ( 15 Comuni ) hanno convocato i consiglio comunali per discutere ed eventualmente approvare o non approvare la fusione HERA ACEGAS/ASP.
Apprezziamo la scelta fatta del SINDACO e del consiglio comunale di Forlì che votando NO ALLA FUSIONE HERA-ACEGAS/ASP HANNO DATO UN CHIARO SEGNALE POLITICO AI CITTADINI FORLIVESI DI VOLER DAR SEGUITO ALL' ESITO REFERENDARIO, COINVOLGENDO I CITTADINI ED ACCOGLIENDO LE RICHIESTE DEL COMITATO ACQUA BENE COMUNE di Forlì.

Il Comitato ringrazia i Sindaci e i consigli comunali di Forlimpopoli, Meldola, Civitella, Predappio, Premilcuore, Rocca S. Casciano, Portico-S.Benedetto, Cesenatico che hanno votato NO alla fusione.
Auspichiamo e ne siamo certi di mantenere una continua collaborazione nel percorso per la ripubblicizzazione del Servizio Idrico.
Chiediamo a tutti i soci di HERA della Provincia di Forlì - Cesena, in particolare quelli pubblici che parteciperanno all’assemblea dei soci Lunedì 15 ottobre a Bologna di riflettere sull’accaduto: i cittadini chiedono il rispetto dell' esito referendario, per noi è indispensabile incamminarsi sulla strada della ripubblicizzazione del servizio idrico.
   Va attivato un piano straordinario in tutta la regione per rilanciare gli investimenti nel ciclo idrico per ridurre le perdite idriche, per la tutela della risorsa idrica, per uno straordinario impegno alla riduzione dei rifiuti, ed all’aumento della  raccolta differenziata degli stessi.
Per creare lavoro di qualità e tutela ambientale.
A questa finalità il Fondo strategico italiano e la Cassa Depositi e Prestiti devono concorrere, concedendo denaro a bassi tassi di interesse per gli investimenti, non per la governance di HERA ACEGAS, non per traghettare l’azienda verso le FUSIONI e le privatizzazioni. Recuperando quel ruolo  di finanza pubblica che è stato cancellato negli ultimi anni.
Va eliminata la remunerazione del capitale dalle tariffe, vanno ridotti fortemente gli appannaggi dei Manager e dei Dirigenti superpagati.
Perché si scrive acqua, ma si legge democrazia.

 

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