Fusione Hera-Acegas, le considerazioni di SEL Forlì

Dopo l’esito della sentenza della Corte Costituzionale che ha accolto il ricorso di 6 Regioni – prima fra tutte la Puglia – segnando un importante risultato sul piano della democrazia e della difesa

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ForlìToday

Dopo l’esito della sentenza della Corte Costituzionale che ha  accolto il ricorso di 6 Regioni – prima fra tutte la Puglia –  segnando un importante  risultato sul piano della democrazia e della difesa dei beni comuni a partire dall’acqua, oggi siamo costretti a confrontarci   con la fusione di Hera  spa e  Acegas spa , una  decisione al vaglio in queste ore nei  rispettivi Consigli di Amministrazione, per poi essere avviata all’approvazione dei soci, e quindi, si presume, dei consigli comunali di molti dei territori dell’Emilia Romagna.

In merito  a questa operazione SEL non può che esprimere la propria contrarietà, sul piano del metodo e quindi, presumibilmente, del merito, dato che ad oggi, in nome delle leggi del mercato, pare non si possa sapere più di alcuni vaghi cenni.  Una situazione che rivela  ancora una volta  la mancanza di confronto e  dibattito pubblico sul ruolo di una azienda,  pubblica al 56%,      che gestisce servizi essenziali per le nostre comunità dove il principio di trasparenza democratica dovrebbe sempre prevalere su ragioni di riservatezza aziendale.  

Ad oggi non si conoscono il piano industriale, gli ipotetici vantaggi dell’aggregazione e, tantomeno, si è acquisito come indispensabile punto fermo l’esito del referendum del luglio 2011, recentemente ribadito con forza normativa da una sentenza della Corte Costituzionale, come giustamente richiamato anche dai Comitati Acqua dell'Emilia Romagna.

Questo ci rafforza nell’idea che non esista solo un problema di giudizio sull’ambito ottimale di intervento di Hera, che noi continuiamo a credere debba essere sostanzialmente regionale a garanzia di un contatto minimo con gli interessi delle comunità servite, ma di giudizio sulla società stessa di cui urge una riforma dei meccanismi decisionali per superare l’attuale ruolo  della proprietà pubblica a mero attributo formale e, di conseguenza,   non garante   della rappresentanza dell’interesse pubblico.
Sinistra Ecologia Libertà non intende dare alcuna, neppure minima copertura politica ad operazioni di crescita dimensionale di Hera fino a quando non prevarrà la volontà di ridiscutere la gestione, introducendo veri modelli di controllo partecipato, riportando in capo ai territori le scelte fondamentali, approvando meccanismi di scelta e valutazione dei vertici aziendali che facciano esplicito riferimento all’interesse pubblico e degli utenti e non alla logica del massimo profitto.

Crediamo inoltre che oggi più che mai sia il tempo di restituire l’intero ciclo idrico a soggetti di diritto pubblico e, a questo proposito, si rende oggi indispensabile procedere  al passaggio della gestione dell’acqua da Hera  a Romagna Acque -  soggetto totalmente pubblico - , vista anche la sentenza che ha ribadito il rispetto della volontà popolare dei tanti  cittadini e cittadine che si sono fatti carico del percorso referendario e dei milioni che ne hanno decretato il successo. E , non ultimo,   ribaltare le priorità della gestione dei rifiuti come contenuto nella proposta di legge popolare recentemente depositata da SEL in Regione.

Si può obiettare che la  Borsa non lo accetterebbe? La Borsa, ci pare, abbia già ben altro a cui pensare.
 

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