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Galeata, il segretario del Circolo Pd Balzani: "Servono nuove risorse"

Mattia Balzani, il nuovo segretario del Circolo PD di Galeata, recentemente eletto dal congresso del Partito Democratico sottolinea che “pur avendo accettato questo ruolo, non vi nascondo che abbia perplessità sullo stato attuale del nostro partito

Mattia Balzani, il nuovo segretario del Circolo PD di Galeata, recentemente eletto dal congresso del Partito Democratico sottolinea che “pur avendo accettato questo ruolo, non vi nascondo che abbia perplessità sullo stato attuale del nostro partito. La sfida che mi attende è duplice: personale e politica. Dal punto di vista politico, dopo i risultati delle recenti primarie che hanno visto l'elezione del nuovo segretario nazionale del Pd, tutti i membri dei comitati elettorali a sostegno dei vari candidati hanno deciso di affrontare insieme la sfida per la creazione di un partito unito, aperto e attrattivo”.

Dopo una breve premessa, Balzani condivide l’identità di partito che vorrebbe costruire e delineare. "Vorrei quindi un partito che si ricordi le proprie origini e che scelga da che parte stare, per chi e per quali battaglie lottare. E per fare questo è più che mai necessario che la nostra organizzazione politica torni a parlare soprattutto con chi non riesce più a garantire, a sé e alla propria famiglia, una vita dignitosa. E' facilmente constatabile che la classe sociale dei non abbienti è in costante aumento mentre la credibilità e le adesioni al nostro partito non sono in crescita. Ciò significa semplicemente che la sua azione politica non è o non viene recepita  come vicina ai loro problemi e le scelte politiche utili alla loro gestione.  Per quanto possa essere vero che la crisi economica sia un fenomeno globale e la disaffezione dalla politica sia trasversale a tutte le forze politiche, risulta comunque difficile considerare tutto ciò una valida attenuante assolutoria alle responsabilità ascrivibili alla sinistra rispetto alla perdita di rappresentanza e di tutela delle classi sociali più svantaggiate”.

“Se dal livello nazionale e federale passiamo poi a quello locale e territoriale penso che per recuperare il consenso sia necessario che il linguaggio, le iniziative, le decisioni e l'organizzazione stessa del partito sia riconoscibile ed identificabile coi loro bisogni. Quindi credo che la partecipazione, se resa parte integrante delle decisioni del partito, possa delineare la crescita e l'evoluzione del partito stesso. - aggiunge il segretario di circolo - Restando nell’ottica delle prospettive di cambiamento finalizzate a recuperare consenso e partecipazione avverto l’esigenza di rendere il partito locale più incisivo rispetto alla sua azione di tutela del territorio e dei bisogni della comunità. Per fare ciò occorre che le analisi, le iniziative, i progetti, gli obiettivi e le decisioni intrapresi dal circolo trovino riscontro nelle sedi sovra-territoriali competenti (provinciale, regionale), sia a livello tecnico-istituzionale che politico. In passato il circolo locale si è impegnato in alcune battaglie per la tutela del territorio, per esempio la collocazione della rotonda Mercatale-Pianetto o il Piano Operativo Comunale (P.O.C.) e crediamo che  queste debbano essere da noi portate avanti ed essere efficacemente supportate dalla federazione provinciale così da ottenere risultati migliori”.

“Quindi vorrei far capire che lavorerò affinché il partito locale continui ad attrarre e ad accogliere nuove risorse, che possano rinforzare quelle già presenti, un partito nel quale le diverse idee e qualità vengano per integrare e per unire il partito piuttosto che frammentarlo ed indebolirlo disperdendone le energie. Tutto ciò potrà essere possibile solo ripristinando un confronto costruttivo basato sui temi e non sui personalismi, che dovrà avvenire all'interno del partito e nelle iniziative pubbliche organizzate, poiché solo in queste sedi potremo realmente dialogare, scontrarci e dare delle risposte concrete ai bisogni dei cittadini. Un confronto che non deve avvenire solamente in piazza perché diventerebbe fine a se stesso e non porterebbe alcun risultato concreto alla comunità. Vogliamo costruire un partito democratico che sia la casa del confronto e del dialogo di tutti coloro che si riconoscono nei nostri valori”, chiude Balzani

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