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Gioco d'azzardo, risoluzione Pd: "Potestà regolamentare ai Comuni"

Sono gli obiettivi della risoluzione presentata dai consiglieri del Pd, Tiziano Alessandrini (primo firmatario), Marco Monari e Damiano Zoffoli, e approvata dall'Assemblea legislativa con voti unanimi.

Limitare la diffusione del gioco d’azzardo, dare ai Comuni piena potestà per regolamentare queste attività riconoscendo ampio potere ai sindaci, destinare parti del ricavato dal mercato del gioco d’azzardo ai Comuni e al servizio sanitario per la copertura dei costi sociali e sanitari legati alle ludopatie: sono gli obiettivi della risoluzione presentata dai consiglieri del Pd, Tiziano Alessandrini (primo firmatario), Marco Monari e Damiano Zoffoli, e approvata dall’Assemblea legislativa con voti unanimi.

“In Italia sono 15 milioni i giocatori abituali, spesso giovani e giovanissimi, di cui 3 milioni a rischio patologico e circa 800 mila già patologici”. Per le dimensioni assunte “il fenomeno della ludopatia costituisce una vera e propria piaga”, con un enorme costo sociale, “calcolato in 5-6 miliardi l’anno solo per la cura di queste dipendenze”. Si chiede al Parlamento di dare idonea ed effettiva copertura con ulteriori stanziamenti in sanità ai livelli essenziali di assistenza individuati dal Decreto Balduzzi, tra i quali è stata ricompresa la ludopatia. Alla Giunta si chiede di riferire sul fenomeno in Emilia-Romagna, sottolineando come in tema di contrasto e prevenzione del rischio della dipendenza dal gioco d’azzardo sia stato presentato un Progetto di legge regionale d’iniziativa consigliare.

Nel documento, presentato in Aula da Alessandrini, si invitano i Comuni della regione a portare avanti campagne di sensibilizzazione analoghe a quelle adottate in altre parti d’Italia, con le quali sindaci e amministratori chiedono allo Stato e alle Regioni di legiferare sul tema della prevenzione, sollecitando maggiori poteri sulla regolamentazione delle distanze e degli orari degli esercizi che ospitano dispositivi per il gioco d’azzardo, e chiedono di poter esprimere un parere vincolante sull’insediamento di queste attività.

Sulla questione, l’Aula ha approvato all’unanimità anche una seconda risoluzione, proposta e illustrata da Stefano Cavalli (Lega nord). Il documento si prefigge di contrastare il gioco d’azzardo da parte dei giovani e le conseguenti ripercussioni sociali, proponendo di subordinare la fruizione del gioco a un “preciso accertamento dell’età anagrafica degli utenti”. L’Assemblea chiede pertanto alla Giunta di attivarsi presso il Governo e la Aams (Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato), sollecitando l’integrazione degli apparecchi di cui all’articolo 110, comma 6 del Tulps con sistemi di lettura automatica di documenti, che contengano l’indicazione anagrafica degli utenti. Si chiede, inoltre, di attivarsi presso gli organi di polizia al fine di incrementare i controlli presso i locali dotati di slot-machine e simili, e di promuovere anche tra i minori campagne di sensibilizzazione sui rischi collegati al gioco d’azzardo patologico.

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