Giustizia, Morrone (Lega): "Bonafede in grande confusione accumula errori"

"Il ministero non ha messo a punto alcun piano, né alcuna strategia per evitare la possibilità di contagio e il rischio di rivolte", attacca Morrone

Ancora un giudizio negativo sull’operato del guardasigilli Alfonso Bonafede durante l’emergenza sanitaria da parte del parlamentare della Lega Jacopo Morrone. "In audizione è emerso che, di fronte all’emergenza sanitaria decretata il 31 gennaio scorso, il ministero non ha messo a punto alcun piano, né alcuna strategia per evitare la possibilità di contagio e il rischio di rivolte - attacca l'esponente del Carroccio -. Ci sarebbe voluto poco a predisporre per tempo misure adeguate di prevenzione sanitaria e a elaborare un piano per alleggerire le presenze in alcuni Istituti, utilizzando, per esempio, in via temporanea strutture alternative agli Istituti carcerari, riadattate ad ospitare i detenuti considerati più a rischio, o recuperando reparti specifici dismessi".

"Rispetto ai ristretti in carcere che al 31 dicembre scorso erano 60.769, i numeri dei detenuti positivi (110) e dei ricoverati (3) snocciolati da Bonafede non sono particolarmente significativi - conclude -. Ma grazie all’enfasi data a una fantomatica correlazione tra detenzione in carcere e contagio, Bonafede e Conte, sono riusciti a far uscire dal carcere pericolosi delinquenti comuni e addirittura 498 tra piccoli e grandi boss della criminalità organizzata, grazie al combinato disposto dell’articolo 123 del Cura Italia e alla circolare del DAP del 21 marzo. Un errore di gravità inaudita che difficilmente potrà essere recuperato".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Coronavirus, l'Emilia Romagna resta "arancione". In arrivo ordinanza più soft: riaprono i negozi nei festivi

  • Pensioni dicembre: pagamento anticipato, il calendario per ritirarle alla Posta

  • Attaccato dai cinghiali che aveva "adottato": il 65enne non ce l'ha fatta

  • Porta loro da mangiare, viene aggredito dai cinghiali che aveva "adottato": trasportato d'urgenza al Bufalini

  • Dopo la morte del figlio, l'anziana titolare si ritira: la prima fabbrica di cioccolato della Romagna è in vendita

  • Lo storico marchio della piadina cambia di proprietà. La produzione resta a Forlì

Torna su
ForlìToday è in caricamento