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Giovedì, 9 Febbraio 2023
Giustizia

Giustizia, Morrone: "Sistema in crisi da decenni, il ministro Nordio rappresenta una svolta"

Così il parlamentare della Lega Jacopo Morrone, segretario della commissione Giustizia alla Camera

“Le linee programmatiche del Guardasigilli Carlo Nordio sono ambiziose e condivisibili, ora avanti tutta”.  Così il parlamentare della Lega Jacopo Morrone, segretario della commissione Giustizia alla Camera. “L’auspicio è che i ‘santuari intoccabili’ del sistema giustizia italiano smettano di essere tali - prosegue Morrone -. Troppe volte si sono annunciati cambiamenti epocali per non cambiare nulla. Solo aggiustamenti di facciata. Nordio rappresenta una novità, una svolta. Bisogna lasciarlo lavorare. Il sistema giustizia è in crisi da decenni: non si può quindi prevedere una vera ripartenza del Paese se non si risolvono radicalmente i problemi tuttora insoluti che Nordio ha messo nero su bianco. Riduzione dei tempi della giustizia senza che sia penalizzato il diritto alla difesa e il contraddittorio, garantismo, efficienza e certezza della pena sono tra i pilastri fondamentali di un sistema ben oliato, tale da assicurare l’effettiva terzietà e imparzialità del giudice e la parità tra accusa e difesa, oltre a provvedere a rafforzare le tutele alle vittime dei reati. Passi decisivi sono anche la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri e il superamento del persistente forte correntismo nel CSM".

"Al ministro ho ricordato altri punti nodali, tra questi l’urgente riforma del Corpo della Polizia penitenziaria unitamente a una riforma strutturale dell’organizzazione del ministero della Giustizia che affidi la gestione delle donne e degli uomini in divisa a personale altamente specializzato dello stesso Corpo - continua l'esponente della Lega -. C’è poi il problema del sovraffollamento dei penitenziari che non si risolve puntando solo alla riduzione del numero dei detenuti. Si rischierebbe infatti un affievolimento della repressione di quei fenomeni criminosi che turbano e spaventano i cittadini. Al contrario, si stabilisca la capienza ragionevole del sistema carcerario e si operi per realizzarla anche prevedendo la costruzione di istituti moderni in sostituzione di strutture piccole e obsolete e una dislocazione dei penitenziari più razionale sul territorio. Altra questione: la revisione della riforma della ‘geografia giudiziaria’ che sembra aver provocato più problemi che vantaggi. Serve provvedere alla riapertura di alcuni tribunali la cui soppressione ha generato solo disagi, ritardi e ulteriori costi alle comunità. Infine, la riforma dell’equo compenso per valorizzare l’attività dei professionisti che hanno un peso importante e un ruolo fondamentale nella nostra società. Basta un piccolo passo perché questa riforma attesa da anni veda finalmente la luce. Confidiamo che sia compiuto al più presto".

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