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Sara Samorì, una dei firmatari

Sara Samorì, una dei firmatari

I giovani del Pd verso il congresso con un nuovo documento: nasce "Pensiamo Pd"

Prima le idee e poi le persone. E' questa la filosofia che sta alla base del documento "Pensiamo PD", che sarà illustrato pubblicamente martedì sera al parco "Incontro" a Forlì (via Ribolle, 74)

Prima le idee e poi le persone. E’ questa la filosofia che sta alla base del documento “Pensiamo PD”, che sarà illustrato pubblicamente martedì sera al parco “Incontro” a Forlì (via Ribolle, 74). Un’iniziativa voluta, organizzata da un primo gruppo di giovani militanti del Partito Democratico, ma aperta sin da subito a tutti coloro i quali vorranno aderire a questo progetto. “Siamo Democratiche e Democratici, veniamo da storie ben diverse e, in buona parte, da nessun’altra che quella del Partito Democratico – spiegano i ragazzi -, con idee e provenienze che sono state e potranno essere su  fronti opposti in occasione delle Primarie, ma che racchiudono tanto l’esigenza di un radicale cambiamento, quanto una comune identità valoriale”.

L’adesione all’iniziativa è aperta a tutti coloro i quali condividono questi principi e vogliono essere protagonisti di questo percorso di cambiamento. I primi firmatari sono (senza ordine di priorità): Michele Bertaccini-Jacopo Zanotti- Andrea Laghi-Valentina Ancarani- Fabrizio Flamigni- Gianluca Monti-Gianluca Palermo-Enrico Monti-Rita Marzanati-Gabriele Fratto-Veronica Esposito-Sara Samorì- Marco Celli- Mattia Peradotto.

“Miriamo a creare a livello locale una proposta congressuale aperta, inclusiva, rivolta a tutti coloro che credono nel riformismo come cambiamento continuo, a tutte le persone attive nel Partito Democratico ed oltre i suoi confini. Indipendentemente dalle scelte che ciascuno compirà liberamente in vista del congresso nazionale, a noi preme concentrare i nostri sforzi sulla dimensione forlivese, dove tanto è stato fatto in questi anni e dove tanto resta ancora da fare”. Per i promotori di “Pensiamo PD”, le vicende che hanno scosso i democratici dopo le elezioni del 24-25 febbraio scorsi “non possono essere considerate situazioni di ordinaria amministrazione, la sconfitta elettorale ma ancor di più la vicenda dei 101 non sono tollerabili”. Da qui la proposta congressuale locale, che si pone alcuni obiettivi ben precisi.

“Diciamo basta alla fedeltà a favore della lealtà! Basta al familismo si al merito! – affermano -. Stop ad un partito, anche locale, in cui si ragione come tifosi divisi in tribù brandendo l’arma dell’invettiva personale”. E quindi per i promotori dell’iniziativa occorre “ragionare di politica ed amministrazione del territorio riscoprendo il senso di una militanza politica che deve tornare ad essere attiva e formativa, sostenuta da un partito snello ed efficiente”.

Sulle politiche locali, centralità a “uno Sviluppo economico responsabile, riordino istituzionale al fine di riorganizzare e ridurre la spesa pubblica, integrazione dei servizi nel perimetro minimo della Romagna. Partito e amministrazioni come facce della stessa medaglia che devono lavorare assieme, ma nel rispetto della reciproca autonomia”.

Un cambiamento, che non può essere basato solo sulla carta d’identità ma neppure arrendersi al conservatorismo. “Giovanilismo quanto immobilismo sono due variabili entrambe lontane dal buon senso – affermano i giovani promotori di ‘Pensiamo Pd’ -. Un buon senso che sta tanto nel non valorizzare le persone solo in base all’età anagrafica quanto nel saper riconoscere la palese esigenza di rottura e svolta rispetto a situazioni, modi di fare e figure politiche oramai delegittimate fra la gente comune”.

E poi basta con la logica delle correnti, correntine e spifferi. “È tempo di Democratiche e Democratici, ne di ex ne di correnti. Senza sconti, non accettiamo che si scelga la nostra classe dirigente utilizzando un manuale fatto da criteri di provenienza o di fedeltà – sottolineano con forza i ragazzi di ‘Pensiamo Pd’ -. Primarie senza se e senza ma. Ognuno deve essere valutato, ascoltato e valorizzato per il contributo che porta e potrà portare come Democratica\o.  Lealtà- Merito- Rappresentatività”.

“Partiamo dalle idee, non dalle persone – incalzano i promotori dell’iniziativa -. Ritrovare il senso di un impegno politico passa senza dubbio dal riconoscere il valore intellettuale proprio di chi partecipa all’attività. Per questo il nostro primo passo non è quello di chiedere il sostegno ad un nome quanto quello di promuovere un impegno pratico ed intellettuale per dar vita ad un prolifico e valido dibattito.  Chiedere di essere tifosi è primo passo per rendere vano ed inutile l’impegno politico. Noi invitiamo chi si riconosce in queste valutazioni di fondo, iscritti e non, a discutere e ragionare, convinti che in questo modo il segretario sarà solo un momento parte di un noi e di un percorso ben più ampio”.

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