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Il contrasto al gioco d’azzardo patologico è legge: "Serve cambiamento culturale"

L'Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna ha approvato all'unanimità la legge regionale di contrasto al gioco d'azzardo patologico

L'Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna ha approvato all'unanimità la legge regionale di contrasto al gioco d’azzardo patologico. "L'Italia è il paese europeo in cui si gioca di più, e l'approvazione della legge è una buona notizia per il nostro territorio - esordisce il consigliere regionale del Pd, Thomas Casadei -. Per capire l'impatto di questo fenomeno sulla nostra Regione, che porta risvolti così negativi nella vita delle persone comuni, basta consiedrare i numeri: nel 2012 in Emilia-Romagna sono stati giocati più di 6 miliardi e 400 milioni".

La legge, illustra l'esponente democratico, "si pone come principale finalità quella di definire i principi generali e gli strumenti per il contrasto, la prevenzione, la riduzione del rischio della dipendenza dal gioco d’azzardo patologico in collaborazione con istituzioni scolastiche, enti locali, Aziende sanitarie, Terzo settore e associazioni. Nel progetto di legge vengono inoltre individuate le misure sanitarie di carattere sperimentale e potranno essere promosse iniziative, da parte delle Ausl, che riguardano interventi di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione. In questo ambito sarà possibile attivare interventi di sperimentazione di offerte trattamentali anche di tipo residenziale e la costituzione di strutture specialistiche monotematiche e la formazione e l’aggiornamento specialistico degli operatori sociali e socio-sanitari".

Continua Casadei: "La Regione Emilia Romagna rilascerà inoltre il marchio ‘Slot freE-R’ ai gestori di esercizi commerciali, circoli privati e di altri luoghi deputati all’intrattenimento che sceglieranno di non installare nel proprio esercizio le apparecchiature per il gioco d’azzardo. Viene inoltre previsto che i gestori, all’interno delle sale da gioco, sono tenuti ad esporre un test di verifica, predisposto dall’Ausl competente per territorio, per una rapida autovalutazione del rischio di dipendenza. I gestori dovranno anche tenere nelle sale da gioco depliant informativi riguardo la disponibilità dei servizi di assistenza. Infine, vengono previste le funzioni dell’Osservatorio regionale e le sanzioni e l’obbligo per i gestori di frequentare corsi di formazione predisposti dall’Ausl sui rischi del gioco patologico".

"I legami tra infiltrazioni criminali e il settore delle slot machine sono documentati da lungo tempo, e gli episodi di usura, truffa e riciclaggio in luoghi prossimi alle sale non sono più una novità nel nostro territorio - chiosa l'esponente democratico -. Con la legge si compie una scelta politica precisa con il fine di promuovere un vero e proprio cambiamento culturale: costruendo le condizioni di un’alleanza virtuosa tra scuole, enti locali, forze dell’ordine, commercianti, operatori socio-sanitari e volontariato e informando meglio i cittadini sul gioco d'azzardo patologico, e su tutti i suoi risvolti negativi".

DI MAIO - Sulla questione è intervenuto anche il parlamentare Pd, Marco Di Maio, secondo il quale "l'approvazione della legge regionale per la regolamentazione del gioco d'azzardo è un'importantissimo passo avanti nel contrasto alla dipendenza da gioco. Di fronte alla crisi economica e al costante proliferare di slot machine e case da gioco, la 'ludopatia' è divenuta una malattia per un numero sempre più crescente di persone, anche in Emilia-Romagna e anche nella nostra provincia".

"La Regione dà una prima risposta ad un tema che deve essere affrontato con più coraggio sul piano nazionale - afferma il parlamentare -. Per questo all'interno della Commissione Finanze lavoreremo, per quanto di competenza, per accelerare al massimo un intervento governativo che affronti a monte e con coraggio questo argomento. Non si tratta di assumere provvedimenti proibizionistici - osserva il giovane deputato -, ma di costruire un quadro normativo chiaro, che tuteli le persone e che assicuri l'adeguata assistenza a chi è afflitto da ludopatia, una malattia che merita di essere considerata alla stregua di altri e richiede adeguati supporti e finanziamenti".

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