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Lunedì, 22 Aprile 2024
Politica

Il M5S chiede al Consiglio comunale di concedere la cittadinanza onoraria a Julian Assange

Nel documento si chiede al sindaco di “realizzare una campagna di sensibilizzazione in materia di tutela della libertà di informazione e dei diritti umani; invitare il governo italiano nell’agire in ogni opportuna sede"

Il Movimento 5 Stelle di Forlì chiede di conferire la cittadinanza onoraria a Julian Assange. Lo fa attraverso una proposta di ordine del giorno presentato dai consiglieri comunali Eros Brunelli e Franco Bagnara. Nel documento si chiede al sindaco di “realizzare una campagna di sensibilizzazione in materia di tutela della libertà di informazione e dei diritti umani; invitare il governo italiano nell’agire in ogni opportuna sede, affinché a Julian Assange non sia concessa l’estradizione e a conferire la cittadinanza onoraria della Città di Forlì”.

Assange è un giornalista ed attivista australiano cofondatore e caporedattore di WikiLeaks; nel 2010, tramite Wikileaks, sono stati rivelati documenti statunitensi secretati, ricevuti dall’ex militare Manning. Dal 2019 è rinchiuso nel carcere di massima sicurezza di Belmarsh, in attesa della decisione sull’estradizione richiesta dagli Stati Uniti, dove l’australiano rischia fino a 175 anni di carcere. Egli, infatti, è accusato di 18 reati contestati in larghissima parte in base alle disposizioni dell’Espionage Act del 1917 che unisce, in particolare, le interferenze con le relazioni internazionali e commerciali degli Stati Uniti e le attività di spionaggio.

Per Bagnara e Brunelli “dal 2017 Assange è stato sottoposto a tortura psicologica, con confinamento in spazi ristretti, videocontrollo di ogni suo movimento. Al momento, nel penitenziario di Belmarsh è detenuto in celle di minime dimensioni, con restrizioni e controlli ancora più accentuati e, dunque, con evidenti tremende ripercussioni sulla sua salute. Nel 2020  l’inviato e relatore speciale dell’ONU sulle torture, Nils Melzer, con un appello senza precedenti ha chiesto alle autorità britanniche di liberare immediatamente Assange dalla prigione di massima sicurezza dove si trova, rilevando pubblicamente come mostrasse “i segni tipici dell’esposizione prolungata alla tortura psicologica”, qualificando la detenzione come un trattamento crudele, inumano e degradante”. 

“E' essenziale infatti, che i principi legati alla libertà di stampa, di libera manifestazione, nonché quelli legati alla proibizione di torture o trattamenti inumani o degradanti del pensiero rappresentino uno dei capisaldi del nostro ordinamento e dunque della nostra comunità, in una dimensione anche partecipativa”, concludono.

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