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Sabato, 22 Giugno 2024
Politica Forlimpopoli

Il piano Ausl non piace Sel: "Vigileremo su Forlimpopoli e Santa Sofia"

Il partito di Vendola è critico sul Piano attuativo locale per la sanità forlivese. Non convince la scelta operata sui presidi sanitari decentrati. "Forlimpopoli depauperata"

Presentato all’inizio quasi come banale routine di manutenzione organizzativa, il Piano Attuativo Locale (che da 2011-2013 è diventato, nel frattempo, 2012-2014)  è stato approvato dall’Assemblea dei Sindaci. Non piace troppo ai dirigenti di Sel, Sinistra Ecologia e Libertà, il movimento politico guidato dal presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola.

“Abbiamo osservato, più volte ed in più sedi, che un intervento del genere – afferma Sel Forlì - avrebbe richiesto l’ indicazione chiara delle finalità , degli obiettivi che ne derivano, delle priorità individuate, degli indicatori (anche finanziari) sui quali è stato costruito il piano aziendale e di quelli attraverso cui si intende monitorare “in itinere” ed “ex post” la realizzazione del piano. Anche altri hanno cercato di farsi tradurre in dati le logica delle scelte. Senza successo”.

“Per cui noi continueremo a lavorare nel contesto in cui il processo organizzativo viene calato – afferma i ‘vendoliani’ -. Perché è lì, nello specifico territorio, che si concretizzano le azioni, anche in assenza di finalità esplicitate e obiettivi misurabili. E poiché dalle variabili territoriali dipende la efficacia e l’efficienza del sistema ( anche in termini di bilancio allargato, ) ne seguiremo con attenzione l’attuazione. Insisteremo a chiedere dati (cioè numeri) e non parole e impressioni”.

“Continueremo a monitorare il lento e progressivo depauperamento dell’ospedale di Forlimpopoli – accusa il partito di Vendola - che, da rilevante polo sanitario, vorrebbero farlo diventare  solo una casa della salute  con ambulatori e letti non ospedalieri”. Sel promette anche che “controlleremo che Santa Sofia  resti una realtà sanitaria così com’è adesso, in grado di dare alla popolazione locale una risposta più che efficiente, e soprattutto controlleremo che il malato più fragile, più numeroso e più critico cioè quello oncologico, trovi un dipartimento ed un percorso che, costruiti intorno all’IRST, gli diano una speranza in più nel processo di  guarigione”.
“Così come continueremo – chiude Sel - a chiedere che si ragioni in termini di Area Vasta Romagna, convinti che siano le reti le sole strutture organizzative capaci di governare la complessità”.
 

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