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Inceneritore, Europa Verde: "No ai rifiuti dei comuni che non si impegnano nella raccolta differenziata"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ForlìToday

Il comprensorio forlivese con la costituzione di Alea si è impegnato a realizzare una raccolta differenziata porta a porta con la tariffa puntuale, perché è l’unico sistema che garantisce un risultato accettabile. Nel 2005, quando ancora si discuteva di costruire l’inceneritore di Forlì, invitammo il consorzio Priula a parlare con amministratori e cittadinanza, per dimostrare che si potevano ottenere risultati diversi nella riduzione dei rifiuti da portare in discarica ed all’inceneritore. Dicevamo, già allora, che prima di realizzare un impianto occorreva ridurre, riutilizzare e riciclare: grazie a queste tre “R” l’inceneritore di Hera sarebbe stato inutile.

Non a caso il direttore di quel consorzio, Paolo Contò, è stato chiamato seppur con estremo ritardo a guidare la società pubblica per introdurre il porta a porta anche nella nostra provincia. Nel 2019 grazie a questo sistema abbiamo ridotto a 124kg la produzione annua di rifiuti indifferenziati pro capite, meno della metà delle altre città limitrofe con sistemi di raccolta diversi, una percentuale che si riduce ulteriormente se si considerano gli scarti prodotti dalla raccolta con i cassonetti precedente, qualitativamente più scarsa.

Questi risultati dimostrano che l’inceneritore è un progetto nato obsoleto e sovradimensionato rispetto alle esigenze della provincia, a maggior ragione se questo risultato fosse esteso territorialmente. Oggi, come allora, non ci sono più scuse, occorre che tutti i comuni che portano rifiuti all’inceneritore, compreso Cesena (249KG di indifferenziato per residente), Cesenatico (529kg) e Ravenna (296kg), adottino il porta a porta ed abbandonino una volta per tutte la raccolta stradale.

Non vorremmo entrare nel merito del gestore del servizio, ma i risultati dovrebbero contare qualcosa sulla scelta dell’affidamento, ed abbiamo visto come certi servizi di pubblica utilità debbano rimanere in mano pubblica per non rischiare di anteporre gli interessi economici a quelli dei cittadini.
 
Certamente pretendiamo che tutte le città che portano i loro rifiuti agli inceneritori si impegnino alla stessa maniera e con gli stessi risultati nella riduzione del rifiuto indifferenziato, nel recupero della materia, nelle buone pratiche che porteranno ad arrivare verso l’azzeramento dei rifiuti da smaltire.

Alessandro Ronchi
Portavoce Europa Verde Forlì-Cesena

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