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Il consigliere Sassi nella foto

Il consigliere Sassi nella foto

Inceneritori, il Movimento 5 Stelle chiede lo stop alle autorizzazioni per Forlì

Per questo nell’interrogazione che domani sarà presentata il M5S chiede alla Giunta “se e come intenda intervenire in questo quadro di incertezza per assicurare il rispetto della normativa europea"

Stop alle autorizzazioni per l’aumento delle tonnellate di rifiuti bruciati negli inceneritori di Parma e Forlì. È quanto martedì il gruppo assembleare del M5S dell’Emilia-Romagna chiederà alla giunta attraverso una interrogazione a risposta immediata che sarà presentata in aula dai consiglieri Gian Luca Sassi e Andrea Bertani. “Il Governo, attraverso lo Sblocca Italia, approfittando della situazione di assoluta incertezza causata dalla possibile apertura di una procedura di infrazione da parte dell’Europa ha di fatto dato il via libera all’arrivo dei rifiuti speciali da tutta Italia nei nostri inceneritori – spiegano i due consiglieri del M5S – La Regione deve opporsi a questa ipotesi, bloccando già da subito le autorizzazioni visto che il Piano Regionali di Gestione dei Rifiuti non è ancora stato approvato dall’Assemblea Legislativa e la legge sul riordino degli enti locali concede alla nuova Agenzia regionale per la prevenzione, l’ambiente e l’energia, l’ex Arpa, ulteriori poteri di controllo e autorizzazione su queste tematiche”.

La richiesta del M5S ripercorre le tappe più importanti della vicenda: alla fine del 2014 l’Europa comunicò al Governo italiano che i parametri per classificare gli inceneritori di rifiuti come valorizzatori di energia (da D10 – smaltimento – a R1 – recupero -) non erano conformi a quelli della Direttiva europea. L’Italia aveva stabilito questi parametri per Decreto nel 2013: in pratica la tesi europea sosteneva che il nostro Paese si fosse assicurato un illecito vantaggio competitivo rispetto agli altri inceneritori europei. In seguito a quella comunicazione UE l’Italia avrebbe dovuto, nei primi mesi del 2015, abrogare quel Decreto e sostituirlo o modificarlo, adeguando le formule a quelle europee pena, appunto, l’attivazione di procedura d’infrazione. Ma il risultato fu il decreto Sblocca Italia che di fatto ha consentito i cambi di classificazione degli inceneritori in modo assolutamente non rispettoso delle direttive.

“In questo modo l’inceneritore di Forlì passerebbe da 120mila tonnellate a 180mila – sostengono Bertani e Sassi - mentre quello di Parma da 130mila a 195mila, una eventualità che non possiamo permettere e che rischia di avere ripercussioni pesantissime sui nostri territori e sulla salute dei cittadini. Da ricordare poi che entrambi gli impianti sono stati costruiti ed avviati a seguito di (spesso sofferte) intese con i territori, riguardo ben definiti limiti massimi e di provenienza dei rifiuti da incenerire, limiti che oggi qualcuno vorrebbe superare, sfruttando abilmente un quadro normativo non ancora definito”.

Per questo nell’interrogazione che domani sarà presentata il M5S chiede alla Giunta “se e come intenda intervenire in questo quadro di incertezza per assicurare il rispetto della normativa europea, assicurando con ciò condizioni non peggiorative della qualità dell’aria e dell’ambiente, riducendo i rischi per la salute dei cittadini, evitando la possibile procedura di infrazione (con il conseguente esborso da  parte dei contribuenti) valutando di sospendere entrambi gli iter autorizzativi fino a quando non sia definito un quadro normativo più chiaro sia nell’ambito dei parametri per classificare gli inceneritori di rifiuti come valorizzatori di energia (ritenuti ad oggi non conformi dalla UE), sia dei decreti attuativi del c.d. Sblocca Italia (ancora mancanti), sia del riordino istituzionale (appena avviato) e dell’approvazione definitiva del PRGR (ancora passibile di modifiche)”.

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