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Raffaella Pirini

Raffaella Pirini

Inceneritore, Pirini: "Vi spiego il forte legame tra PD e Hera"

"Quale sia il legame anche politico fra il Pd e il gruppo Hera s’è visto nell’ultima seduta del consiglio comunale, quando il partito di maggioranza ha manovrato per far bocciare l’ ordine del giorno di DestinAzione Forlì"

"Quale sia il legame anche politico fra il Pd e il gruppo Hera s’è visto nell’ultima seduta del consiglio comunale, quando il partito di maggioranza ha manovrato per far bocciare l’ ordine del giorno di DestinAzione Forlì. Un documento che chiedeva la gestione in house della  raccolta differenziata che anche Hera adesso chiede di poter controllare, in barba al conflitto di interessi che ne dovrebbe limitare il raggio. Visto che Hera essendo proprietaria dell'impianto di incenerimento , non avrebbe alcun vantaggio dal promuovere un sistema di produzione di materia prima seconda da riutilizzare, e non bruciare, come accade nell'impianto di riciclo di Vedelago. Come potrebbe Hera togliere quasi tutto il combustile all'inceneritore di rifiuti solidi urbani che gestisce? Eppure il Pd, che attraverso il sindaco dice di voler cacciare Hera dalla porta, salvo poi farla rientrare dalla finestra ponendo le basi, nell’ atto di indirizzo dell'amministrazione sulla raccolta rifiuti, di una gara a doppio oggetto piuttosto che una gestione totalmente pubblica, asservita agli interessi del cittadino e non della speculazione”.

Con queste parole Raffaella Pirini, capogruppo della Lista civica DestinAzione-Forlì, ha parlato giovedì sera ventisette giugno nella sala del Foro Boario, nell’iniziativa “La Parola ai cittadini” promossa dalla stessa lista civica e dedicata proprio alle tematiche dell’inceneritore, delle diossine e della raccolta porta a porta dei rifiuti a Forlì e nel comprensorio.

“I responsabili dell’impianto di riciclo di Vedelago pagano il cittadino per una fornitura di rifiuti di plastica, da Hera abbiamo l’esempio opposto,  dopo una manifestazione pubblica, a Cesena, ci chiesero il conto per smaltire i rifiuti ‘umidi’. Vi pare possibile che i politici assecondino questa filosofia aziendale che non  porta vantaggio agli interessi dei singoli cittadini e dell’intera collettività?”: si chiede Raffaella Pirini che per l’ennesima volta indica a modello l’ impianto di stoccaggio e di selezione dei rifiuti all'avanguardia e conosciuto in tutto il mondo che si trova in provincia di Treviso.

“Ma la corretta gestione dei rifiuti, la migliore raccolta porta a porta – insiste la capogruppo della Lista civica DestinAzione-Forlì – non ha colore politico. Esistono esempi virtuosi da prendere ad esempio. A Mantova il servizio di raccolta domiciliare dei rifiuti si estende a tutta la città e la tariffa di igiene urbana è modellata in base alla quantità di rifiuti indifferenziati prodotti secondo il principio che chi inquina paga. Solo così i cittadini saranno incentivati a produrre meno rifiuti indifferenziati. A Forlì siamo lontanissimi da questa gestione”.

Una critica sostenuta anche da Alberto Conti, il referente del tavolo delle associazioni ambientaliste di Forlì, che nel corso della serata ha ricordato come soltanto in quattro delle 12 zone in cui era stata suddivisa Forlì la raccolta differenziata è entrata a regime e ha  puntato l’indice contro la giunta regionale dell’ Emilia Romagna che: “ha elaborato un Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti in pefetta antitesi alla proposta di legge   di iniziativa popolare, sostenuta dalle associazioni ambientaliste e dei Comitati di Cittadini a livello regionale, che prevede precisi indirizzi per la riduzione il riuso e il riciclo dei rifiuti urbani anche indifferenziati, obiettivi conseguibili, fra l’altro, con l’aumento della tassazione a carico delle discariche e degli inceneritori”.

E quale sia l’impatto di questi inceneritori l’ha ricordato in serata l’oncologa Patrizia Gentilini che ha per l’ennesima volta sintetizzato  lo studio realizzato da Ausl, Comune di Forlì, Provincia di Forlì Cesena, Arpa, Ordine dei Medici di Forlì Cesena che aveva evidenziato nell’ottobre scorso la presenza di diossine, furani e policlorobifenili negli allevamenti rurali destinati all'autoconsumo e nelle matrici vegetali a partire dal raggio di 5 chilometri dai camini dei due inceneritori di Hera e Mengozzi. Sostanze nocive rilevate dal Tavolo tecnico interistituzionale potenzialmente cancerogene e gli studi scientifici internazionali che ci spiegano come il 95% delle assunzioni di diossina avvenga attraverso gli alimenti già contaminati dalla filiera ambientale.

I cittadini che hanno partecipato alla serata di “democrazia del basso” proposta dalla Lista civica DestinAzione-Forlì hanno preso la parola – gli interventi moderati da Daniele Angelini – , manifestato timori e lanciato suggerimenti: “alleggerire il peso delle bollette di Hera, diminuendo gli stipendi dei manager della multiutility, limitare le emissioni dei camini di Hera e Mengozzi, aumentare i controlli ed il monitoraggio ambientale, verificare una volta e per tutte dove vengano smaltite le ceneri prodotte dalla combustione degli impianti, tutelare le fasce deboli : donne, bimbi e anziani che vivono nell’area di Coriano...

Un elenco di idee e aspettative per nulla scontato. Ma che si protrebbe infrangere in quello che Raffaella Pirini chiama “il muro di gomma” dell’amministrazione: “Sulle tematiche dei rifiuti e degli inceneritori presentiamo interrogazioni e interpellanze che devono trovare ancora risposta da mesi,  vi pare che chi ci governa  in città sia sensibile a questo problema?” 

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