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Venerdì, 20 Maggio 2022
Politica

Intervista a Drei, un anno di mandato: "Costruiamo la Romagna forlivese"

E' passato un anno da quando Davide Drei è approdato alla guida della città di Forlì, succedendo a Roberto Balzani. ForliToday ha fatto il punto di questi 365 giorni di mandato

E' passato un anno da quando Davide Drei è approdato alla guida della città di Forlì, succedendo a Roberto Balzani. ForliToday ha fatto il punto di questi 365 giorni di mandato in un'intervista che verte su diversi argomenti, dal centro storico allo sport, dagli allagamenti alla Città metropolitana. Drei, che è anche presidente dell'Unione dei Comuni e della Provincia, è soddisfatto di quanto fatto fino ad ora e si pone diversi obiettivi.

Ad un anno dall'insediamento, come giudica l'operato della sua Giunta?
Lo giudico molto positivo, come positiva è stata la scelta di puntare su una giunta giovane che necessariamente ha dovuto rileggere e reinterpretare l'attività dell'amministrazione, ma che ha già collezionato importanti risultati. Penso al rifiorire delle attività in centro storico, sia sotto il profilo degli eventi che degli esercizi commerciali. Ma penso anche ai primi, incoraggianti segnali, che arrivano dal mondo economico, al compimento di alcune grandi opere, prime tra tutte la chiesa di San Giacomo e il Teaching Hub del Campus. E poi voglio sottolineare l'auspicabile riavvio dell'aeroporto, la conferma della tenuta dei servizi sociali ed educativi, gli eventi sportivi di valenza nazionale e di grande impatto sociale come il Giro d'Italia, cui si aggiunge la rinascita del basket. Quindi, dopo il primo anno, giunta promossa.

Avete raggiunto importanti traguardi, percorsi avviati però dalle precedenti amministrazioni, come l'inaugurazione di parte del Campus dell'ex chiesa di San Giacomo. Questa amministrazione a quale importante opera darà l'avvio?
Certo, questo è vero. Abbiamo però portato a conclusione le opere avviate grazie al reperimento, non facile, dei finanziamenti. Il percorso iniziato è da concludere: il Campus va completato e stiamo già ponendo le risorse necessarie. Sul versante culturale e delle infrastrutture, c'è un lungo elenco di cantieri in corso e di imminente apertura, che comprende il completamento del Campus con il padiglione Saffi-Sauli e il parco; il terzo lotto della tangenziale; i giardini dei Musei del San Domenico e poi il cosiddetto quarto stralcio, il Campostrino con il nuovo progetto di teatro partecipato, l'ex Deposito Atr dedicato al contemporaneo e il Polo bibliotecario al Santarelli.

In questi giorni la città ha fatto di nuovo i conti con gli allagamenti, cosa non ha funzionato? Come Comune cosa farete?
Il tema è emergenziale ed è legato alla vetustà di una rete di scolo che risale a 200 anni fa e che necessita, quindi, di un corposo piano strutturale di investimenti che sono in capo allo Stato, attraverso il Consorzio di Bonifica. Durante l'ultima ondata di maltempo, gli interventi di Protezione civile sono stati pronti e tempestivi, anche se non risolutivi. Come Comune, ci facciamo portatori di richieste per la realizzazione di azioni contenitive che devono fare fronte ad eventi meteorologici inconsueti ed eccezionali e, allo stesso tempo, dobbiamo richiamare l'attenzione degli enti preposti per ripristinare il deflusso delle acque. Domani avremo a Forlì il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, che presenterà le azioni specifiche poste in essere dalla Regione riguardo al dissesto idrogeologico e verranno illustrate anche le cifre destinate al nostro territorio. Noi insisteremo sulle azioni particolari e strutturali che devono interessare le zone più vulnerabili del nostro territorio, come Villafranca, Fornò, Carpinello e la Cervese.

Il centro storico pare stia ripartendo, quali sono i 'segreti' per questa nuova vitalità?
Il centro storico è già ripartito. L'attenzione dedicata agli eventi e al coinvolgimento dei cittadini e dei commercianti sta dando i suoi frutti. Basta raccogliere l'umore dei forlivesi, e non solo, che sono tornati a vivere e a frequentare le via del centro, e quella dei commercianti che parlano di risultati positivi. Non c'è nessun segreto, ma un grande lavoro di rete diffuso, continuativo e trasversale che sta dando i suoi frutti, che consiste nel progettare, ascoltare, mettersi a disposizione della grande vitalità degli esercenti, dei cittadini, delle associazioni che sono nate lungo le vie del centro (via Regnoli, corso Diaz, via Dei Filergiti) realizzando nuove forme di collaborazione e di coordinamento sinergico. Sono fiorite nuove esperienze e la vitalità è sotto gli occhi di tutti, come testimonia chi il centro storico lo fa e lo vive.

Il Giro è stata un'occasione eccezionale per la città. E' possibile replicare in occasione del centenario della corsa rosa?
Il Giro d'Italia non è arrivato a Forlì "per caso". Abbiamo lavorato con tenacia a partire dal mese di settembre, nella consapevolezza che, se ben organizzata, sarebbe stata una grande occasione di marketing della città. Da qualcuno è stata definita la più bella tappa del Giro a Forlì, una bel risultato. Una replica? Perché no.

In questo anno, secondo i sondaggi, il suo gradimento è calato di circa un punto percentuale. E' un bene o un male? Quali segnali ha dai cittadini?
Il gradimento si mantiene stabile. Ma la vera soddisfazione è data dal fatto che, nonostante i grandi problemi generati dalla crisi, il lavoro che stiamo facendo sulla città viene percepito dalle persone e testimoniato dai risultati.

Il sindaco di Cesena ha lanciato il progetto della città metropolitana romagnola, cosa ne pensa?
Penso che il punto della questione non stia nei termini, quanto nell'idea di una Provincia di Romagna coesa, che deve bilanciare l'inevitabile tendenza a prevalere da parte della città metropolitana di Bologna, mantenendo una posizione strategica all'interno delle politiche regionali. E' necessario cominciare, finalmente, a lavorare sulla progettazione di sistema delle città romagnole, non solo in chiave difensiva ma di rilancio e progettazione del territorio.

La macchina si è messa in moto, ora quali sono le priorità dopo un anno di mandato?
Una delle priorità, oltre alle opere, è la costruzione della Romagna forlivese, con una più profonda strutturazione dei rapporti fra i 15 Comuni. Questo significa rafforzare l'Unione dei Comuni e dar vita a società condivise, a partire dalla futura gestione dei rifiuti. La ricadute saranno a vantaggio dei cittadini, con servizi qualitativamente migliori, tariffe più convenienti e una reale vicinanza delle comunità locali alle decisioni strategiche. Non solo. Un altro beneficio è legato alle azioni di sistema più efficaci tra gli enti locali, che possono generare occasioni e possibilità per il nostro sistema imprenditoriale in termini di  sviluppo e di nuova occupazione.

Prima di essere eletto si aspettava che fare il sindaco sarebbe stato così?
Sapevo che fare il sindaco sarebbe stato impegnativo e totalizzante, con un impegno assoluto, sia personale che da parte dei miei collaboratori, per il bene della città. Quello che non era prevedibile era l'accumulo delle responsabilità. La presidenza della Provincia, nel suo nuovo assetto, è un'esperienza che un sindaco non aveva mai fatto. Ma una stagione va affrontata per quella che è. E affronteremo con determinazione e slancio anche questa.

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