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Politica

L'intervista - Il sindaco Zattini si ricandida: "Dovevano arrivare i barbari, invece c'è stato un occhio per tutti. La coalizione si allargherà"

"Quando una coalizione si allarga, c'è un riconoscimento che il tuo lavoro è stato positivo da parte di chi non era con te” 

Sta per dismettere i panni del sindaco per indossare quelli da candidato alle prossime elezioni comunali, a caccia della rielezione del secondo mandato. Al termine di una serie di interviste ai principali attori della politica forlivese, ForlìToday intervista il sindaco Gian Luca Zattini.

Le interviste di ForlìToday
Rinaldini: "Ho visto un Pd unitario e ho accettato"
Pd: "Una corsa in salita, questo ci farà lottare fino all'ultimo voto"
Lega: "Onorato il patto coi cittadini. Rinaldini in piazza? Poco istituzionale"
Fratelli d'Italia: "Governo vicino a Forlì, con Zattini parla la stessa lingua"

Sindaco Zattini, Graziano Rinaldini sarà il suo contendente alle prossime elezioni...
“La sinistra ha espresso un nome, l'ho conosciuto come dirigente di Formula Servizi durante la mia attività amministrativa. Col suo arrivo ci sono più elementi di chiarezza anche per gli elettori. Sia la mia figura che la sua rappresentano una continuità rispetto agli ultimi 5 anni, lui in continuità con la sua appartenenza politica, io rispetto alla mia esperienza di amministratore pubblico”.

Il Partito Democratico ha fatto un'alleanza inedita per Forlì con il Movimento 5 Stelle, anche se non inedita a livello nazionale.
“E un'alleanza naturale, che stanno presentando in tutt'Italia: non ha stupito nessuno. C'è una volontà di creare una compagine di sinistra, legittima ma non la vedo come una compagine di centro-sinistra. Questo sarà il loro percorso elettorale”.

Il Pd con la candidatura di Rinaldini rivendica inoltre una ritrovata compattezza e una discontinuità con un recente passato, in cui l'azione di opposizione non è stata particolarmente incisiva. Che ne pensa?
“Discontinuità è una parola grossa. Prese di distanza rispetto all'opposizione che abbiamo visto in questi cinque anni non le ho sentite”

VIDEO 1 - "Rinaldini? Guida una coalizione di sinistra"
VIDEO 2 - "Ho ereditato da Drei una città immobilizzata"
VIDEO 3 - Le priorità di Zattini nel secondo mandato

Rinaldini ha detto però che è stato sbagliato il voto non favorevole su Medicina.
“Ha parlato solo di Medicina, ma non all'errore di aver votato contro ad una delibera che dava soldi agli alluvionati, e ad altri voti contro, sempre e comunque. Il loro è stato l'approccio del 'Tanto peggio, tanto meglio', senza portare un'idea, dicendo sempre 'no' a prescindere. Lo ha riconosciuto anche il consigliere Marchi di Italia Viva rispetto all'operato dell'opposizione del Pd”.

Rinaldini ha espresso per ora pochi giudizi sulla sua amministrazione, ma quello che ha ripetuto è che è mancata progettualità. Cosa risponde?
“Non venendo da Forlì parla di cose che non conosce, avrà il tempo per approfondire. Dire questo in una città che ha in corso il maggior numero di cantieri che si siano mai visti, che ha la maggior progettualità in ambito culturale, della viabilità, delle infrastrutture e degli investimenti, anche grazie al Pnrr”.

Per quanto riguarda la sua coalizione, ci sarà probabilmente un cambio di rapporti tra i partiti che la sostengono, in particolare tra Lega e Fratelli d'Italia. E' un dato politico che cambierà qualcosa?
“Devo riconoscere che in questi anni ho avuto una coalizione compatta. In questi cinque anni la Lega ha rappresentato il cardine della nostra amministrazione, per i numeri che aveva e per le modalità di rapportarsi con la coalizione. Ho avuto dalla Lega la massima apertura e mi viene riconosciuta la capacità di non aver avuto momenti di strappo, toccando temi identitari che potessero mettere in difficoltà la coalizione. Quello che c'è nel futuro invece lo vedremo, l'importante è che si mantenga questo spirito. L'obiettivo primario è di mantenere un'alleanza salda, con la volontà di allargarla a contributi nuovi”.

Lei conta in un allargamento?
“Ci conto e ci sto lavorando, ci sto mettendo l'anima perché vedo perlomeno molta volontà di ragionare con noi. Ci sono buone possibilità di innesti, con un allargamento a componenti che la volta scorsa non ci hanno appoggiato. Quando una coalizione si allarga, c'è un riconoscimento che il tuo lavoro è stato positivo da parte di chi non era con te” 

Abbiamo fatto una serie di interviste ai partiti della sua coalizione.  Forza Italia e la sua lista civica le riconoscono la capacità di prendere elettori di centro che normalmente non voterebbero centro-destra. E' un trend ancora attuale, dopo 5 anni, secondo lei?
“Nel 2019 il primo tema dei 'sinistri' era 'Oddio, arrivano i barbari'. Ricordo un loro volantino inqualificabile girato prima delle elezioni in cui mi si rappresentava come il fascista di turno. Questo si è sminato, credo che dopo 5 anni nessuno possa rappresentare la nostra come un'amministrazione che non ha avuto un occhio per tutti, basata sull'idea che il sindaco è il sindaco di tutti. L'altra novità è che dopo 5 anni ho dimostrato che la mia idea di amministrazione è stata ampiamente condivisa da chi ha lavorato con me. La porto come una garanzia di continuità e di volontà di essere il sindaco di tutti”.

Le interviste di ForlìToday
Forlì Cambia: "La lista del sindaco è più forte, guardiamo ai delusi"
Italia Viva: "Non abbiamo veti né su Zattini, né su Rinaldini"
M5S: "Siamo una forza matura, competente e disposta alle alleanze"
Forza Italia: "Zattini capace di andare oltre il nostro elettorato"

La Lega ha sottolineato che è stato onorato il patto preso 5 anni fa coi cittadini, Fratelli d'Italia evidenzia che c'è un canale diretto con Roma grazie all'apporto del partito che esprime la premier. E' così?
“Sì, 5 anni fa Lega, sindaco e tutta l'amministrazione abbiamo fatto un patto con la città e lo abbiamo rispettato, poi non nego che si può fare meglio. Ma gli obiettivi li abbiamo portati avanti al meglio delle nostre possibilità. Ho poi avuto buoni rapporti anche con la Regione e con tanti ambienti di governo, e i fatti dimostrano che contatti diretti possono portare arisultati straordinari. L'aver salvato la presenza di Enav a Forlì non è banale, siamo passati da un piano industriale che azzerava la presenza di una realtà così importante in città ad un potenziamento. Ha un valore enorme poi il progetto della Ripa, su cui nessuno ha mai avuto il coraggio di metterci mano per le tante difficoltà e i costi, noi ci abbiamo provato dal giorno dopo dell'elezione in silenzio e infine abbiamo trovato col ministro della Cultura Sangiuliano la possibilità di proporre il recupero del monastero della Ripa, a seguito della perdita del nostro archivio nell'alluvione”.

Il suo bilancio da 5 anni di sindaco
“Non si può dimenticare che sono stati anni particolarissimi, due anni di Covid che hanno fortemente influenzato l'attività amministrativa, poi una crisi energetica, dove comuni importanti intorno a noi avevano deciso di spegnere le luci alle 23. Poi la tragedia peggiore della storia recente di Forlì, l'alluvione. Nonostante questo c'è stata un'amministrazione che ha guardato avanti e ha fatto investimenti e progetti. Qualsiasi cosa succede, la città non si può fermare”. 

E' stato però anche il periodo del Pnrr, una disponibilità di risorse che le amministrazioni precedenti le hanno invidiato.
“Le amministrazioni precedenti hanno immobilizzato la città, lasciando un avanzo enorme, che è il segno che i soldi c'erano e non sono stati spesi perché mancava la capacità di progettare. E' un mito dire che i soldi non c'erano. Ci hanno detto di averci lasciato un enorme tesoro, ma quando sono andato negli uffici a inizio mandato a chiedere i progetti in corso, la risposta è stata 'Nessuno', tranne il Santarelli e il Foro Boario.  Poi dicono che ho ereditato loro vecchi progetti, ma anche questo non è vero: aver pensato ad una cosa non significa aver progettato quella cosa. Tutto questo perché c'erano i veti incrociati che hanno congelato la città in una guerra atroce. Questo è stato il motivo che ha portato l'abbandono dell'ex sindaco Drei”.

'Sindaco delle manutenzioni', è una definizione che trova calzante?
“Al di là delle parole roboanti, bisogna immaginarsi la città di oggi e di domani. La mia ricandidatura nasce da un senso di responsabilità verso la città: non abbandonarla dopo 5 anni, con programmazioni strategiche in corso, come quelle finanziate col Pnrr, che ha una tempistica così stretta che un cambio di amministrazione porterebbe ad un'interruzione di percorsi amministrativi  e  non stare nei tempi per portare a terra decine di milioni di euro. Se si interrompesse la mia esperienza amministrativa, ci sarebbe una particolarità negativa che ha solo Forlì: sarei il quarto sindaco che non ha avuto il tempo per delineare la loro idea di città. Da vecchio scout mi impegno a fare il meglio che posso, a volte quel meglio può non essere sufficiente, ma la coscienza è a posto quando uno ci ha messo tutta la sua capacità e la sua dedizione nel farlo”.

Cosa si poteva fare meglio e in un eventuale secondo mandato cosa sarà meglio seguito?
“Il centro, per il quale abbiamo fatto tanto, cambiando i criteri urbanistici, investendo risorse, rifacendo corso della Repubblica. Ma si poteva fare di più. Centrali saranno poi la natalità e la famiglia, non sono temi che devono dividere. Non vedere nel declino demografico il problema dei problemi è difficile, lo indicano gli economisti che non c'è più una natalità che sia in grado di sostenere la crescita della nostra comunità. Poi porterò avanti con forza, anche battendo i pugni sul tavolo, i ripristini dopo l'alluvione. Mi sto battendo con tutte le mie forze anche per una risposta sui beni mobili, come arredi e automobile, che sono il grosso danno delle famiglie. Stiamo rimarginando le ferite pubbliche, l'invito che porgo alla Regione è di fare lo stesso sui corsi d'acqua, perché dobbiamo dare ai cittadini la certezza che le loro case sono in sicurezza”. 

Gli alluvionati quanto incideranno nel voto?
“Non so pesare l'influenza sulle elezioni. Nelle tragedia si vede il meglio e il peggio: accanto a tanta voglia di lavorare assieme, ho visto tante polemiche strumentali e desiderio di dividere la comunità che è l'ultima cosa da fare in emergenza. Mai creare le condizioni di un distacco tra cittadino e istituzioni, questo è un obiettivo di chi vuole fare speculazioni. Molti cittadini lo hanno capito”.

Possiamo dare una definizione di 'alluvionati'? Perché si oscilla tra due estremi, da una parte persone che strumentalizzano politicamente, quasi a sminuire le loro vicissitudini, dall'altra persone che sono state completamente abbandonate, estremi probabilmente sbagliati entrambi.
“L'alluvionato può venire in Comune anche a darmi una bastonata. Ha tutti i diritti di essere arrabbiato, con il governo, con la regione, con il sindaco. Non lo contesto, contesto chi ha cavalcato quel dolore in modo inqualificabile”.

Quale campagna elettorale si augura?
“E' la quarta da sindaco che faccio, mi atterrò ai comportamenti che ho sempre avuto, non uscendo dalla correttezza nel dibattito e spiegando quello che voglio fare io, quello che vogliono fare i partiti della mia coalizione. non mi interessa chi c'è dall'altra parte, che rispetto ma da cui ho distacco”.
 

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