"Ipab Zauli: le bugie hanno le gambe corte"

Siamo perfettamente d’accordo con l’Amministrazione comunale di Dovadola sul fatto che l’Ipab Zauli fosse il più importante punto di riferimento sanitario per la vallata del Montone

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ForlìToday

Siamo perfettamente d’accordo con l’Amministrazione comunale di Dovadola sul fatto che l’Ipab Zauli fosse il più importante punto di riferimento sanitario per la vallata del Montone; peccato che oggi, il presidio di Dovadola sia messo a repentaglio per le scellerate e irresponsabili scelte degli amministratori comunali dovadolesi. Dare le colpe ad altri e cercare di mascherare le proprie responsabilità attraverso la menzogna, non produce alcun risultato se non quello di penalizzare ancora di più Dovadola e la credibilità delle sue Istituzioni.

Nonostante fosse stata formalmente proposta all’Amministrazione comunale, da parte del presidente della Conferenza socio-sanitaria, la possibilità di istituire a Dovadola la sede dell’Asp (a fronte dell’ingresso dell’Ipab all’interno dell’Asp stessa) il sindaco e la sua maggioranza hanno rifiutato questa certezza preferendo le vie legali ad una scelta che avrebbe fatto il bene dei cittadini. La chiusura della Rsa di Dovadola, necessaria per salvare le altre strutture analoghe della vallata, è stata, come promesso, adeguatamente compensata dall’arrivo di un’altra realtà socio-sanitaria di valore che garantisce un presidio di qualità per il nostro territorio.

La gestione del Consiglio d’amministrazione, prima, e del Commissario poi, ha evidenziato gravissime difficoltà gestionali che hanno prodotto a tutt’oggi deficit molto preoccupanti: 470mila euro a cui si aggiungeranno altre perdite molto pesanti per l’anno 2011. In questi ultimi anni l’Amministrazione comunale non ha mai fatto niente di concreto per cercare di invertire questa tendenza, se non scelte che hanno solo peggiorarato la situazione. Sono in corso incontri fra la Regione, la Conferenza socio sanitaria, il Comitato di distretto e l’Ausl, assieme al Commissario, per cercare un percorso che possa permettere all’Ipab di Dovadola di sopravvivere; cosa che è possibile soltanto a seguito di un ingresso dell’Ipab nell’Asp distrettuale. E’ evidente che l’entrata dell’Ipab nell’Asp può essere operata solo se tutte le pendenze giudiziarie sono chiuse e se il piano economico-finanziario dell’Ipab è sostenibile per i bilancio dell’Asp stessa.

Relativamente alla scelta di realizzare la “Sede territoriale” o “Casa della salute” a Dovadola, i fatti dicono che a fronte di una richiesta (orale e scritta) di un progetto di fattibilità per l’inserimento di una “Casa della salute” nella sede dell’Ipab, a tutt’oggi dopo mesi non è stata presentata da parte dell’Amministrazione comunale nessuna proposta. Nel contempo l’Amministrazione comunale di Rocca San Casciano ha presentato una proposta ben argomentata, che ha orientato la Conferenza socio sanitaria territoriale a proporre la sede della “Casa della salute” a Rocca e la “Sede territoriale” nell’Ipab Dovadola (sempre che il Comune e l’Ipab accettino questa opportunità).

Se la Conferenza socio-sanitaria confermerà questo indirizzo, la responsabilità sarà unicamente del lassismo, della superficialità e dell’ennesimo errore dell’Amministraizone comunale di Dovadola, in quanto in tutte le riunioni ufficiali che si sono succedute, l’Amministrazione non ha mai formulato la propria proposta.

E’ davvero singolare che a questo punto, con un manifesto e un documento, firmato da Gianluigi Carloni (Salviamo Dovadola), Secondo Giunchedi (Dovadola Futura) e dal sindaco Carlo Adamczyk, questi amministratori chiedano agli altri quella chiarezza che da parte loro non c’è mai stata. Se una Amministrazione si propone come “Salviamo Dovadola” e ottiene questi risultati, è meglio cambiare nome e facce. Per salvare Dovadola davvero.
 

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