Irpef, calano le aliquote: "Il Comune fa marcia indietro, ma c'è il trucco"

"Anche se presa d'assedio dai sindacati e dalle forze di opposizione in marzo la Giunta era andata dritto applicando un quasi raddoppio dell'Irpef comunale, oggi a due mesi di distanza ha invece deciso di tornare sui suoi passi a seguito di un formale rilievo del Ministero dell'Economia e delle Finanze". L'annuncio arriva dai pentastellati forlivesi.

“Anche se presa d'assedio dai sindacati e dalle forze di opposizione in marzo la Giunta era andata dritto applicando un quasi raddoppio dell’Irpef comunale, oggi a due mesi di distanza ha invece deciso di tornare sui suoi passi a seguito di un formale rilievo del Ministero dell’Economia e delle Finanze, che chiede al nostro Comune di applicare una aliquota graduale sui vari scaglioni; come ricordava il M5S già due mesi fa la legge prevede 5 scaglioni non a caso ma per suggerire una certa progressività”. L'annuncio arriva dai pentastellati forlivesi, che in una nota sottolineano: “Il Pd non ci ascoltò, nemmeno quando chiedemmo di rinviare l'approvazione del bilancio al 31 maggio per avere il tempo di studiare soluzioni più eque”.

“L’aumento dell’Irpef, che ha colpito pesantemente lavoratori e pensionati andava anche palesemente contro le promesse elettorali del Pd che nel proprio programma scriveva testualmente “rimodulazione dell’aliquota IRPEF secondo un criterio di equità e progressività a favore delle fasce più deboli”.  Adesso però arriva il clamoroso dietro front a seguito della “bacchettata” del Governo centrale; per adeguarsi la Giunta ha inserito d'urgenza una delibera all'ordine del giorno del prossimo consiglio comunale, ma come era facile aspettarsi c’è 'il trucco – sostengono dal Movimento 5 stelle -, le nuove aliquote differiscono solo di 0,1 per cento: scaglione oltre 75mila euro con aliquota 0,80 per cento; oltre 55mila euro e fino a 75mila euro aliquota 0,79 per cento; scaglione oltre 28mila euro e fino a 55mila euro, aliquota 0,78 per cento; scaglione oltre 15mila euro e fino a 28mila euro, aliquota 0,77 per cento;scaglione fino a 15mila euro, aliquota 0,60 per cento; esenzione fino a 8mila euro”.

“Invece di prendere in giro i cittadini il Pd avrebbe dovuto sfruttare questa seconda occasione per applicare una vera progressività ed una soglia di esenzione superiore come succede ad esempio Cesena che ha già impostato, in modo realmente progressivo, tutti i 5 scaglioni più l’esenzione fino a 10mila euro, perchè loro possono farlo e noi no?”, commenta Daniele Vergini, consigliere M5S di Forlì, che nell'occasione del dibattito sul bilancio 2015 aveva parlato di “macelleria sociale” messa in atto dalla giunta Drei “a danno di quel che rimane del proprio elettorato di sinistra che tutto si sarebbe aspettato fuorché un ulteriore aumento delle tasse”.

SINDACATI - Sulla questione sono intervenuti anche Cgil, Cisl e Uil: "Il Comune di Forlì è costretto a rivedere le scelte fatte sul bilancio 2015 in merito all’aumento dell’addizionale Irpef, in conseguenza dei formali rilievi mossi dal Ministero delle Economie e delle Finanze che sottolinea la necessità di un’applicazione dell’Irpef articolata su diversi scaglioni. E’ la stessa richiesta fatta a suo tempo da Cgil, Cisl e Uil, ma non tenuta in alcun conto, così come non fu accettata la richiesta di spostare in avanti l’approvazione del bilancio 2015, in attesa di avere tutti gli elementi normativi per una più completa valutazione". I sindacati si augurano che 2le “scelte riparatorie” del Comune di Forlì, colgano l’occasione per inserire quei concetti di equità a suo tempo richiesti, non cedendo a tentazioni minimaliste che risulterebbero più una presa in giro che una soluzione". Viene evidenziato infine "come sarebbe tempo che a fronte degli indirizzi e delle forzature compiute, in sede di Bilancio preventivo, chi riveste la competenza politica valutasse, casomai, di assumersi pubblicamente le proprie responsabilità".

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