L'assessore Leech: "Le sfide politiche partono dalla cultura"

Le sfide odierne in campo politico includono anche – anzi, prima di tutto – nuove sfide a livello culturale e a livello di politiche culturali da progettare e sviluppare

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ForlìToday

Le sfide odierne in campo politico includono anche – anzi, prima di tutto – nuove sfide a livello culturale e a livello di politiche culturali da progettare e sviluppare.   La sostanziale conferma da parte della Giunta della Regione Emilia-Romagna di sostenere le realtà dello spettacolo dal vivo attraverso lo strumento della Legge 13 costituisce un passo importantissimo nel riconoscere che anche in un momento di crisi economica e di tagli ai bilanci degli enti locali, l’investimento del pubblico nella cultura rimane un punto fondamentale dello sguardo verso il futuro.  Perché questo?  Un aspetto importante rimane l’importanza del turismo culturale nel quadro di uno sviluppo economico dell’Italia. Un altro aspetto riguarda la necessità di valorizzare il patrimonio culturale di ogni luogo per rafforzare anche il senso di appartenenza, un senso dell’identità della comunità. Ma una concezione della cultura come modello di sviluppo non può e non deve esaurirsi qui.  Ravenna ha avanzato la sua candidatura come “Capitale Europea della Cultura” con il sostegno delle città della Romagna e spera senz’altro di ospitare un gran numero di turisti nel 2019. Ciò consentirà, altresì, di riposizionare Ravenna e la Romagna a livello identitario, entro lo spazio europeo e internazionale.  Oltre a questi obiettivi, ciò rappresenta davvero una decisiva novità, la candidatura mette in moto una serie di riflessioni sul sistema cultura e tale da costituire un plusvalore in sé. Gli incontri propedeutici organizzati a Ravenna in questo mese, fra l’altro, hanno messo a fuoco a più riprese l’importanza che l’arte e la cultura hanno al di là della loro più immediata sfera di riferimento.  La produzione artistica e culturale, ad esempio, implica un’attività di grande complessità finalizzata ad plasmare significati culturali da una pluralità di dati diversi, a forgiare un ordine dal caos, e quindi mette in moto una serie di strumenti intellettuali, artistici ma anche gestionali-tecnici che replicano perfettamente il lavoro complesso di innovazione e gestione che caratterizza la vita sociale ed economica della società moderna.  In altre parole, direttori di festival, produttori e registi teatrali, attori, organizzatori di eventi, musicisti ed artisti ed altri auicquisiscono, nel corso della loro attività culturale, metodi e strumenti che non si esauriscono nel loro lavoro. Questo plusvalore dell’attività di produzione culturale, questo investimento, spesso quasi invisibile rispetto alla visibilità del ‘prodotto’ finale, costituisce un elemento importantissimo da tenere in considerazione nelle scelte strategiche nel campo della politica culturale.  E’ anche in questo senso che l’investimento in cultura – come ha puntualmente affermato il consigliere regionale Thomas Casadei, capogruppo Pd in Commissione Cultura, Lavoro, Scuola, Lavoro - è da considerarsi un’attività di piena utilità pubblica.

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