Lunedì, 15 Luglio 2024
Autonomia

L’autonomia è legge, Morrone (Lega): "Giornata storica, un passo in avanti per la nostra democrazia"

Morrone sottolinea "la strumentalità e il pregiudizio dell’opposizione e in particolare del Pd che dopo aver sostenuto con dichiarazione e in documenti ufficiali l’applicazione dell’articolo 116 della Costituzione, che prevede il ‘regionalismo differenziato’, si è scoperto improvvisamente ostile al provvedimento"

"Un risultato memorabile a vantaggio dell’intero Paese. L’autonomia è legge: un sogno coltivato per anni, un passo in avanti per la nostra democrazia”.
È soddisfatto il deputato Jacopo Morrone, segretario della Lega Romagna, dopo la lunga notte alla Camera che ha preceduto l’ampio voto favorevole alla legge alle 7 e 42 del 19 giugno". Per il parlamentare del Carroccio quella di mercoledì è "una data storica, per un provvedimento che deve essere visto come un’opportunità per tutto il Paese sul piano dell’efficienza e della trasparenza, dove i servizi siano davvero uguali per tutti i cittadini e dove le amministrazioni regionali siano chiamate ad assumersi più responsabilità nei confronti della propria comunità".

"Sono poi da evidenziare la strumentalità e il pregiudizio dell’opposizione e in particolare del Pd che dopo aver sostenuto con dichiarazione e in documenti ufficiali l’applicazione dell’articolo 116 della Costituzione, che prevede il ‘regionalismo differenziato’, si è scoperto improvvisamente ostile al provvedimento solo perché portato in porto da una maggioranza di centrodestra - continua Morrone -. Ricordo a questo proposito l’ormai ex presidente Pd della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini che sull’autonomia differenziata ha cambiato idea a seconda del Governo in carica. Nel 2018 Bonaccini firmò l'accordo sull’autonomia differenziata con l’allora sottosegretario agli Affari regionali Gianclaudio Bressa insieme alle Regioni Lombardia e Veneto".

"La Regione da lui governata elaborò addirittura diversi documenti dove si analizzavano le materie al cui interno definire i nuovi poteri regionali. Bonaccini era quindi salito con convinzione sul carro dell’autonomia regionale sostenendo che era la strada maestra per la modernizzazione del Paese e affermando che non era ‘un tema né di destra né di sinistra’ - attacca Morrone -. Improvvisamente il ‘contrordine, compagni’. Tutto il Pd, Bonaccini compreso, ha cambiato rotta senza alcuna ragione motivata se non l’ostilità preconcetta nei confronti della maggioranza di Governo. Non è che Bonaccini e compagni non credano più nell’autonomia differenziata, ma devono adeguarsi ai tam tam propagandistici di un partito che mostra così la sua inadeguatezza come forza politica responsabile e costruttiva".

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