La proposta di D'Aiello (Ugl): "Necessari contributi diretti ai giovani lavoratori"

A lanciare la proposta è Cristian D'Aiello, segretario provinciale Giovani dell'Ugl

"Pochi giorni fa, l’assessore del Comune di Forlì al Welfare, Tassinari, ha confermato l’avvio della seconda tranche dei buoni spesa. Data la disponibilità ad irrobustire in autonomia il Fondo di Solidarietà attraverso le risorse proprie del Comune di Forlì, attingendo all’avanzo di amministrazione vincolato, come segretario giovanile del sindacato Ugl chiedo di poter valutare la conversione dei suddetti in contributi diretti da erogare a fondo perduto agli asset strategici del nostro comprensorio ovvero quella fitta rete di lavoratori, di famiglie e di piccole-medie imprese affinché si consenta loro di riparare parzialmente i danni in attesa di una consolidata ripartenza". A lanciare la proposta è Cristian D'Aiello, segretario provinciale Giovani dell'Ugl.

Prosegue D'Aiello: "L’emergenza sanitaria ha imposto radicali cambiamenti tanto agli schemi economici quanto ai nostri comportamenti sociali, andando ad accentuare le pregresse disuguaglianze e predisponendo notevoli ripercussioni nel breve e medio periodo. Già nella fase antecedente al blocco, si registravano andamenti negativi del tasso di occupazione confermati poi dalla statistica dell’intero primo trimestre, che trova nelle donne, negli under-30 e nei lavoratori indipendenti e temporanei le categorie più colpite a livello nazionale, come a livello provinciale. Il dato degli inattivi, stima l'Istat, è schizzato nell’ultimo mese di quasi un punto percentuale concentrandosi in particolar modo nella fascia 15-34 anni dove, ad inizio ‘fase 2’, questa ancora resta pressoché sospesa per il suo 51.2% ovvero un giovane su due".

"E' sotto gli occhi di tutti che chi ha potuto proseguire seppur parzialmente la propria attività lavorativa nel settore privato si è visto decurtare fortemente i propri introiti (in media del 25% per le professioni non qualificate e del 45% per quelle ad alta specializzazione) - prosegue -. E le misure contenute nel decreto ‘Cura Italia’ si sono rivelate ampiamente insufficienti. Senza considerare il pasticcio delle mancate erogazioni della CIG e dei bonus agli autonomi che sono poco più che una mancia".

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"Anche nella nostra provincia sono soprattutto i giovani lavoratori con contratti a basso reddito e precari, i gestori di microimprese a conduzione familiare o con uno o più addetti e gli operatori atipici della gig-economy (l’economia delle piattaforme e dell’on demand, ndr) a trovarsi, in presenza di una scopertura significativa - se non totale delle perdite –, nella necessità di reperire liquidità attraverso finanziamenti o prestiti ad interesse che li espone irreversibilmente ad un contesto di fragilità sociale. E i prestiti in banca non aiutano: servono contributi a fondo perduto", conclude.

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