La ricetta di Rifondazione per il centro: "Serve una zona per la movida"

Da un punto di vista strutturale, invece, occorre creare una “zona della movida”, dove sia possibile, creando delle apposite deroghe ai regolamenti comunali a riguardo, aprire un bar o un locale per i giovani con orari prolungati

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ForlìToday

In questi ultimi anni il tema del rilancio del Centro Storico è più volte emerso e scomparso dal dibattito politico, taluni come la presidentessa di “Forlì nel cuore” o le associazioni dei commercianti, hanno avanzato l’idea deleteria di aprire piazza A. Saffi alle auto, secondo noi questa ipotesi sarebbe il modo migliore per distruggere del tutto la vivibilità del Centro e le esperienze positive come il nuovo dinamismo di via Giorgio Regnoli. Ma la stessa Amministrazione Balzani ha avuto un atteggiamento schizofrenico e contraddittorio, privo di una visione di lungo periodo. Tuttavia, gli impegni assunti con i cittadini e scritti nero su bianco nel programma di mandato erano precisi: “progressivo allargamento delle zone pedonali, delle ZTL, delle vie a traffico veicolare assai rallentato”. Ora, invece, si rimanda il tutto a dopo le prossime elezioni. Ma come, in cinque anni non si è fatto nulla in questo senso e adesso si avanzano solo dei buoni propositi? Sembra incredibile, ma Forlì, anziché che proiettarsi rapidamente verso il futuro e l’Europa è ancora legata a soluzioni fallite e ormai accantonate da tempo. Del resto i numeri parlano chiaro. Rispetto alle altre città dell’Emilia-Romagna la nostra città è ultima per estensione pro-capite delle Zone a traffico Limitato e fra le ultime per le isole pedonali. D’altro canto, il trasporto pubblico e collettivo non è stato incentivato e si è preferito seguire delle soluzioni estemporanee come le soste gratuite o delle trovate ridicole come il “gratta il buono” con le quali si dissiperanno solo dei soldi senza benefici durevole. Invece, sarebbe quanto mai necessario migliorare il trasporto pubblico locale, aumentando il numero delle corse degli autobus e le linee, istituendo le preferenziali e delle agevolazioni per i parcheggi scambiatori, in modo da garantire un collegamento continuo e comodo tra centro e periferia e tra la stazione e i vari punti strategici della città, come l’ospedale, il centro storico o i quartieri periferici. L’uso delle biciclette e di forme ecologiche di trasporto – spesso più economiche – dovrebbero avere la priorità, anziché essere mal sopportate o avviate a solo scopo propagandistico, perché non basta disegna una striscia per terra per fare una pista ciclabile. Da un punto di vista strutturale, invece, occorre creare una “zona della movida”, dove sia possibile, creando delle apposite deroghe ai regolamenti comunali a riguardo, aprire un bar o un locale per i giovani con orari prolungati e senza rischiare continue denunce o innumerevoli limitazioni. Allo stesso tempo, è fondamentale allargare le aree pedonali e le ZTL affinché il Centro diventi una vasta zona omogenea dove ci si possa spostare, tranquillamente, senza l’inquinamento o il pericolo delle auto. Insomma un luogo accogliente per famiglie e bambini e non una riserva indiana continuamente attraversata da veicoli commerciali e da auto di servizio. Le difficoltà delle attività economiche in centro, infatti, non sono dovute alla mancanza di parcheggi o dal fatto di parcheggiare in piazza Saffi, quelli esistenti sono spesso vuoti e più che sufficienti, ma agli affitti proibitivi, per i quali è necessaria una politica comunale decisa. È incredibile che non vengano incentivati in modo adeguato coloro che locano gli immobili e non vengano tassati, con il massimo delle aliquote, i locali sfitti del Centro. Sarebbe stato sufficiente differenziare, come avvenuto in molte città, le aliquote dell’IMU tra immobili vuoti e affittati per far abbassare i canoni, invece, l’Amministrazione ha preferito reperire le risorse sulla prima casa anziché sugli immobili vuoti.

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