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Lega e Pd. Pini e Di Maio d'accordo sui tagli alla politica

È immorale chiedere di far ancora sacrifici a chi si suda uno stipendio da fame, come questo Governo formato da pensionati d'oro, banchieri miliardari e oscuri burocrati intende fare". Lo ha affermato Gianluca Pini

"I parlamentari, i dirigenti pubblici e gli organi costituzionali, compreso il Presidente della Repubblica che ha oltre 2mila persone alle sue dipendenze, in pratica tutti quelli che hanno più avuto in passato devono contribuire più di tutti al risanamento del debito pubblico. È immorale chiedere di far ancora sacrifici a chi si suda uno stipendio da fame, come questo Governo  formato da pensionati d'oro, banchieri miliardari e oscuri burocrati intende fare". Lo ha affermato Gianluca Pini, deputato della Lega Nord.

La polemica sui mancati tagli della politica coinvolge anche il Pd, che si fa sentire per bocca del segretario territoriale forlivese, Marco Di Maio, che parla della manovra: “Sacrifici che riguardano molti di noi, ma sembrano non riguardare (salvo dichiarazioni di intenti dei presidenti di Camera e Senato) i parlamentari, i quali hanno dato vita ad una vera e propria 'sollevazione' per invocare il diritto di scegliere da soli se e di quanto diminuire le proprie indennità”. Pini precisa che "l'unico emendamento contro i tagli è del Pdl, la Lega è fuori dalla polemica, la Lega voterà la riduzione dei costi della politica".

“Anziché fornire l'esempio, partendo dal principio che con questa legge elettorale essere in parlamento è ancor di più un privilegio di quanto non lo fosse in passato, anziché compiere per primi i sacrifici che vengono chiesto alla maggioranza degli italiani che già incontrano notevoli difficoltà ad arrivare non alla fine del mese ma alla terza o seconda settimana, deputati e senatori si 'ribellano' a Monti sulla riduzione dei loro compensi”, continua Di Maio.
 

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