Sicurezza, la richiesta della Lega: "Vietare il Niqab e il Burqa nei luoghi pubblici"

Per l'esponente del Carroccio, il Niqab, "il velo islamico semi radicale così come il Burqa, copricapo che nascondono completamente il volto delle donne, entrano in contrasto con gli i regolamenti relativi all'Ordine Pubblico"

"Per la sicurezza dei cittadini il Niqab e il Burqa siano vietati nei luoghi pubblici". L'esponente del carroccio presenta un ordine del giorno che sarà discusso in consiglio comunale. Per l'esponente del Carroccio, il Niqab, "il velo islamico semi radicale così come il Burqa, copricapo che nascondono completamente il volto delle donne, entrano in contrasto con gli i regolamenti relativi all'Ordine Pubblico violando, nello specifico, l’articolo 85 del Testo Unico Della Legge Pubblica Di Sicurezza e l’articolo 2 della legge 8 agosto 1977".

"La Giunta delle Regione Lombardia ha vietato di recente l'ingresso in uffici pubblici e plessi ospedalieri a donne con il "Niquab" e velo islamico, rafforzando in questo modo le norme vigenti - chiosa Mezzacapo -. Molte donne musulmane circolano per Forlì con il Niqab sul volto, indossandolo anche all'interno dell'ospedale e negli edifici pubblici. Questo rende difficoltoso il riconoscimento dell'individuo che lo indossa". Il consigliere della Lega chiede al sindaco Davide Drei e alla giunta "di far rispettare le leggi e di servirsi della Polizia Locale per far sì che vengano applicate le dovute sanzioni amministrative a chi trasgredisce".

"Non si tratta di discriminazione ma di sicurezza - continua Mezzacapo - e questa scelta è da prendere seriamente in considerazione in linea con le manovre di prevenzione al terrorismo islamico. Gli attentati di Parigi, su tutti, dovrebbero averci insegnato qualcosa. Nessuno si sognerebbe, ad esempio, di entrare in banca così come in un ufficio pubblico con il casco integrale o con il volto occultato, anche perché chi trasgredisce a questa norma rischia l'arresto da sei a dodici mesi ed una sanzione amministrativa". "Non ne facciamo una questione di credo, ma di tutela dei forlivesi che già si  sentono sufficientemente abbandonati da questa amministrazione a cui la sicurezza non sta proprio a cuore", conclude l'esponente del Carroccio.
 

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