Martedì, 16 Luglio 2024
Politica

Si consuma lo psicodramma nella Lega. Riacciuffato all'ultimo Bentivogli, esce Pompignoli: "Non mi riconosco più"

Il Consiglio comunale di Forlì di martedì pomeriggio partirà con la nascita di un gruppo di maggioranza in più, il Gruppo Misto

Il Consiglio comunale di Forlì di martedì pomeriggio partirà con la nascita di un gruppo di maggioranza in più, il Gruppo Misto. E' l'unica certezza dopo una giornata convulsa in cui si è consumato uno psicodramma politico che ha riguardato la Lega. Con una nota il consigliere Massimiliano Pompignoli annuncia ufficialmente il suo addio al Carroccio, mentre rientra dopo ore e ore di rottura Albert Bentivogli, che pure aveva formalizzato pure lui la sua rinuncia all'ingresso nel gruppo della Lega.

Con una nota il deputato Jacopo Morrone, segretario della Lega Romagna, ed Enrico Sirotti Gaudenzi, segretario provinciale del Carroccio, hanno criticato duramente i due fuoriusciti, salvo poi ritirare la dichiarazione almeno per quanto riguarda Bentivogli: "Albert Bentivogli dopo aver formalizzato anche attraverso i media l’uscita dal gruppo della Lega per entrare nel gruppo Misto, ci ha ripensato dopo una ponderata riflessione: capita anche nelle migliori famiglie di rivedere decisioni assunte troppo frettolosamente". E' quindi una partenza turbolenta e con già delle frizioni politiche visibili quella che si appresta a vivere la nuova amministrazione Zattini.  La rottura era già nell'aria da qualche tempo in particolare per Pompignoli.  La rinuncia ad entrare nel gruppo in cui è stato eletto lo porta, per regolamento comunale, automaticamente nel Gruppo Misto, a meno che non scelga in un secondo momento di aderire ad altri gruppi.

Quindi il gruppo della Lega sarà composto in Consiglio solo da Daniele Mezzacapo,ex vicesindaco, e da Bentivogli. Questo passaggio, dunque, rende difficile per Mezzacapo approdare alla presidenza del Consiglio comunale, per un problema politico: vi è il reclamo delle altre forze politiche, secondo cui - per un fatto numerico - la Lega con meno consiglieri comunali non potrebbe ottenere anche lo scranno di presidente del consiglio, data l'esiguità dei propri rappresentanti, per esempio in confronto a Forza Italia e lista civica. Una questione che è stata affrontata lunedì pomeriggio dai partiti politici alleati. Inoltre anche alcuni consiglieri di maggioranza non sarebbero disposti a votare Mezzacapo presidente del Consiglio comunale.

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La critica di Morrone

Attaccano Morrone e Enrico Sirotti Gaudenzi: “Non si può tacere la mancanza di stile e di bon ton politico di Pompignoli, visto che non ha avuto neppure il coraggio di trasmettere prioritariamente la sua decisione agli organi dirigenti del partito a livello provinciale e regionale. È bene ricordare che Pompignoli ha fatto campagna elettorale sotto le bandiere della Lega, chiedendo voti e preferenza ai nostri elettori per poi tradirne la fiducia nel giro di una manciata di giorni. Se Pompignoli era scontento delle politiche leghiste a livello nazionale, come ha dichiarato, sarebbe potuto uscire ben prima dal Gruppo Lega in Consiglio regionale e dal Gruppo comunale, per entrare nei rispettivi Gruppi misti. Perché non l’ha fatto? Forse perché temeva di non essere eletto in Consiglio comunale anche in questo giro perché cambiare casacca in fase pre-elettorale avrebbe dato quell’idea di ‘transfughismo’ o di ‘turismo politico’ che piace poco all’elettore medio italiano e al leghista ancora meno".

"E se invece erano le politiche locali della Lega a non andargli a genio, perché non sollecitare l’apertura di un dibattito interno? Le occasioni ci sono state e non è lecito che a un politico di lungo corso come Pompignoli, che tanto ha ottenuto militando nella Lega, sfuggano i metodi congrui al confronto all’interno di un partito. Di sicuro, in politica non ci si stupisce più di nulla, neppure dei cambia casacca. In questo caso, però, a sbigottire sono i tempi e i modi. Sulle motivazioni vere non siamo i soli a pensare che ci siano le solite ‘sirene’ che stanno rimestando nel torbido sia per pura avversione nei confronti della Lega, sia per lucrare sulle defezioni, promettendo opportunità e posti tutti da verificare. Un malcostume politico che rischia stoltamente di guardare solo il dito, la fuoriuscita di eletti da un partito, anziché la luna, ovvero il progetto di creare le condizioni per consolidare un’area alternativa alla sinistra in questa regione. Non vorremmo essere noi gli unici a guardare con intelligenza la luna”.

La spiegazione di Pompignoli

Dice da parte sua Pompignoli: "La mia è una decisione difficile, sofferta ma inevitabile. Lascio la Lega dopo oltre 15 anni di militanza, impegno e dedizione. Per tutto questo tempo, la Lega è stata la mia casa, la mia palestra di vita politica, il mio unico punto di riferimento nei sali e scendi di un partito di opposizione e di governo. In Lega ho stretto importanti amicizie e sono maturato politicamente. Con la Lega ho condiviso 15 anni in consiglio comunale, di cui 10 in opposizione e cinque in maggioranza, e 10 anni in consiglio regionale. In tutto questo tempo, ho cercato di fare del mio meglio per Forlì e la Romagna. Oggi, con grande dispiacere, devo fare i conti con la crescente difficoltà di non riuscire più a condividere la linea e gli obiettivi di un partito che, purtroppo, non è più casa mia".

Tuttavia rinnova massima fiducia a Zattini: "Desidero ringraziare tutti coloro che hanno camminato al mio fianco in questi lunghi anni di militanza e di governo e mi hanno dato l’opportunità di diventare la persona che sono oggi. Non porto rancore verso nessuno. Grazie per tutto quello che mi è stato insegnato e per i momenti passati insieme. Purtroppo, molte cose sono cambiate dal 2008 ad oggi e il mio percorso all’interno della Lega finisce qui. C’è una cosa che ci tengo a sottolineare e che non è mai stata messa in discussione. La scelta di uscire dalla Lega non ha nulla a che vedere con il sindaco di Forlì, Gian Luca Zattini e la coalizione di maggioranza. Zattini è il mio sindaco e a lui rinnovo piena fiducia. A lui continuerò a rendere conto e in me troverà sempre un fedele alleato”

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