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Hobbisti, Bartolini (Fi-Pdl): "Legge inapplicabile. Regione costretta alla proroga"

"I cittadini emiliano-romagnoli hanno bisogno di regole chiare e applicabili non di fumosi virtuosismi legislativi buoni solo per chi li redige e li contempla tipici di una mentalità comunista che tende a regolamentare la vita di ogni individuo dalla culla alla bara”, afferma Bartolini

Il consigliere regionale del gruppo Forza Italia-Pdl Luca Bartolini, che si è battuto sul tema sollecitato da molti hobbisti della Provincia di Forlì-Cesena nonché da diversi preoccupati amministratori dei piccoli comuni, giovedì è intervenuto in Commissione Consiliare Politiche Economiche presieduta dal Consigliere Franco Grillini.  “Sulla difficile applicabilità della legge regionale che ambiva a regolare l’attività degli hobbisti nei comuni, ero stato facile profeta - ha esordito Bartolini -. A quasi un anno dalla sua approvazione, infatti, la sua entrata in vigore è talmente problematica da costringere la Giunta regionale a disporre una proroga di 60 giorni".

"Fermo restando che non è tollerabile l’attività di chi, nascondendosi dietro la veste dell’hobbista, fa concorrenza sleale a commercianti e ad ambulanti, non si può neppure ignorare che norme troppo restrittive e poco chiare stanno spingendo gli hobbisti romagnoli ad esercitare la propria attività nelle Marche o in altre Regioni e i sindaci, soprattutto quelli dei piccoli comuni, ad annullare sagre, mercatini, feste ed eventi locali, con grave ripercussione sull’economia del territorio, per evitare possibili contenziosi legali", ha proseguito.

"L’assenza di componenti della Giunta e di tecnici dell’Amministrazione nella seduta di giovedì della Commissione competente in cui si esaminava una petizione degli hobbisti, non rassicura sulla soluzione che verrà adottata - ha proseguito l'esponente del centrodestra -. La posizione del Gruppo regionale di FI-PDL è che non sia sufficiente una semplice circolare interpretativa per uniformare l’applicazione della legge regionale, ma occorra modificare la norma in senso più chiaro ed equilibrato".

"Per una volta la Regione Emilia-Romagna, anziché ambire al ruolo di prima della classe e di realtà laboratorio, potrebbe limitarsi a prendere spunto dalla legge regionale del Veneto e da quella delle Marche - ha concluso Bartolini -. I cittadini emiliano-romagnoli hanno bisogno di regole chiare e applicabili non di fumosi virtuosismi legislativi buoni solo per chi li redige e li contempla tipici di una mentalità comunista che tende a regolamentare la vita di ogni individuo dalla culla alla bara”.  

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