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Liquidazione Ridolfi, i sindacati: "Salvaguardare le strutture"

Lunedì i rappresentanti delle istituzioni, Regione, Provincia e Comune di Forlì e Cgil, Cisl e Uil regionali e locali si sono incontrati per fare il punto sulla crisi dell'aeroporto Ridolfi di Forlì

Lunedì i rappresentanti delle istituzioni, Regione, Provincia e Comune di Forlì e Cgil, Cisl e Uil regionali e locali si sono incontrati per fare il punto sulla crisi dell’aeroporto Ridolfi di Forlì. La Regione, si legge in una nota dei sindacati, “ha ribadito l’indisponibilità di SAB (Bologna) di aderire al progetto di realizzare il sistema regionale aeroportuale riunendo in una unica società di gestione tutte le strutture emiliano romagnole”.

“In questa situazione, viste le nuove normative nazionali che impediscono la ricapitalizzazione di società in perdita da parte di enti pubblici con soldi della collettività, vista anche la situazione finanziaria della società, a SEAF non rimane che la strada della liquidazione volontaria che sarà all’ordine del giorno della prossima assemblea dei soci convocata per il pomeriggio di lunedì 14 maggio”, continuano Cgil, Cisl e Uil.

“Il Sindaco di Forlì ha comunicato che, nell’incontro di venerdì scorso, l’Ente Nazionale per L’aviazione Civile (ENAC) non ha escluso l’ipotesi di valutare, contestualmente alla messa in liquidazione di SEAF, l’apertura di un nuovo bando per individuare un nuovo gestore per l’aeroporto di Forlì. Tale ipotesi deve ricevere il parere favorevole del Governo all’interno del piano di razionalizzazione degli scali aeroportuali nazionali”, proseguono i sindacati.

La delegazione sindacale “giudica la scelta degli azionisti pubblici e privati di SAB grave e miope, in quanto in prospettiva penalizza tutti gli scali compresi quelli che oggi vantano una presunta autonomia peraltro già compromessa come risulta dalla perdita del numero dei passeggeri emersi in questi giorni. Si ribadisce l’importanza di un sistema aeroportuale regionale che consolidi una integrazione di funzione e servizi e che consenta, all’intero territorio regionale, di caratterizzarsi con efficienti collegamenti aeroportuali sia in rapporto al turismo si per le esigenze derivate dall’allargamento dei mercati”.

“Quello che sta avvenendo in questi giorni a Forlì, ma anche a Bologna e Rimini, registra l’inefficace ruolo della Regione e della “Politica” come soggetti catalizzatori di questo progetto, sommato alle inutili contrapposizioni fra i siti aeroportuali sostenuti dai vari Enti Locali”, continuano i sindacati.

Cgil, Cisl e Uil chiedono di agire sulle seguenti direttrici: “tutela occupazionale di tutti i lavoratori del sito di Forlì attraverso l’individuazione di tutti gli strumenti utili (ammortizzatori sociali) da discutere in un tavolo specifico che deve coinvolgere tutte le aziende presenti al Ridolfi; lavorare per costruire il futuro dello scalo forlivese che veda l’utilizzo delle importanti infrastrutture di cui è dotato, salvaguardando così le professionalità e i livelli occupazionali”.

Inoltre chiedono “a tutti, nell’ambito delle rispettive prerogative, di impegnarsi a fondo perché il Governo centrale e l’ENAC decidano di lasciare aperta una prospettiva di continuità per lo scalo forlivese attraverso la pubblicazione di un nuovo bando per l’individuazione di un nuovo gestore”.

Le parti hanno convenuto di riconvocarsi lunedì prossimo. Giovedì è convocata l’assemblea sindacale informativa di tutti lavoratori per decidere le modalità di mobilitazione a sostegno delle posizioni sindacali unitarie per dare un futuro all’aeroporto di Forlì e salvaguardare le professionalità e i livelli occupazionali.

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