Lista "A sinistra con Drei": "Debiti fuori bilancio, c'è qualcosa da capire"

"Su questa storia dei DFB (debiti fuori bilancio) del Comune di Forlì, ormai ognuno si sente in diritto di sparare sciocchezze in libertà. Ci sono in giro più commercialisti esperti di contabilità pubblica di quanti CT della nazionale"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ForlìToday

Su questa storia dei DFB (debiti fuori bilancio) del Comune di Forlì, ormai ognuno si sente in diritto di sparare sciocchezze in libertà. Ci sono in giro più commercialisti esperti di contabilità pubblica di quanti CT della nazionale stazionino nei bar, la settimana prima dell’inizio del mondiale.

Tutti ne parlano e nessuno sembra davvero sapere cosa sia un DFB, come e perché si genera, quando si iscrive a bilancio e così via.

Non mi piace nemmeno la posizione del M5S che cerca solo di fare un po’ di campagna elettorale “fuori tempo massimo” e di individuare le responsabilità politiche in una vicenda che, allo stato delle cose, ha più il sapore di amministrazione sui generis che di cattiva politica.

Tutti stanno cercando di individuare le responsabilità, o di allontanarsi da esse, per il solo piacere di fare polemica sterile ed inutile. I social network traboccano di esperti con la soluzione in tasca e c’è persino qualcuno che si chiede come mai, essendo state vinte da parte del Comune quasi tutte le cause, si debbano anche pagare gli avvocati, oltre quanto liquidato loro dal Giudice in sede di sentenza (come se gli avvocati spiccassero parcella solo quando perdono o si accontentino abitualmente di quattro soldi).

Il punto è tutt’altro e non sembra che qualcuno lo voglia affrontare seriamente. Prima ancora di cercare le responsabilità (dirette o indirette) vanno individuati i problemi (e le soluzioni).

Il primo problema, mi sembra di intuire dalle notizie di stampa, è quello che nessuno ha mai pensato di creare delle “riserve” a bilancio, in previsione di dover affrontare quel volume di spese legali: se ci fossero state tali riserve, non si sarebbero generati i DFB (se non in forma estremamente marginale e non significativa) e il problema non si sarebbe creato. Mi riesce infatti difficile credere che gli avvocati in questione non abbiano emesso, per anni, nemmeno una parcella pro-forma, come è prassi in quella professione, e non solo in quella. Se ciò è avvenuto (come ipotizzo) è indubbio che fossero disponibili tutti gli elementi necessari per predisporre le “riserve” di cui sopra e dunque la condizione “debitoria” fosse nota tanto nell’ammontare che nella sua natura. Uno dei principi base che deve informare chi gestisce un bilancio, è che debba essere redatto – sempre e comunque – nel rispetto del principio della prudenzialità e con l’approccio del “buon padre di famiglia”. Da quanto ho letto, direi che in questo caso sono mancati sia l’uno che l’altro.

E ancora.

Un altro problema è quello costituito dai revisori (interni ed esterni) che per anni hanno “maneggiato” il bilancio comunale, senza accorgersi che qualcosa non quadrava. Ci sono alcune cose che si guardano prima di tutte le altre: i debiti, le riserve, gli ammortamenti e gli accantonamenti vari. Questo lo sa anche un contabile alle prime armi e non sto qui a dilungarmi sul perché si fa. Possibile che il fatto che non vi fossero accantonamenti per “contenzioso e spese legali” non abbia fatto storcere il naso a nessuno? E se qualcuno lo ha storto, qualche assessore o Sindaco (presente o passato) se n’è accorto? E se invece c’erano, in che modo ne è stata verificata l’entità e dunque, la congruità?

Pare che nella relazione di quest’anno, siano state espresse una serie di riserve da parte dei revisori (non si capisce se si tratti di quelli interni o esterni) e la cosa mi consola e mi conforta.

E per gli anni precedenti? Era avvenuta la stessa cosa o no? Si erano un po’ distratti o no? E se lo avevano fatto, perché il “bubbone” scoppia solo ora?

E ancora.

Anche se la legge non obbliga a farlo in tutti i casi, sarebbe cosa buona che qualsiasi affidamento avvenga attraverso ciò che si dice “evidenza pubblica”. Così adesso non sarebbe a dir poco imbarazzante, da parte dei nostri amministratori, motivare il perché circa l’80% di quel debito è stato maturato nei confronti di un solo avvocato, appartenente ad un solo studio legale. Oddio, sarà anche il “Perry Mason” della Romagna, ma certo che un po’ di pensieri “tinti” (non me ne voglia Camilleri) possono anche galleggiare a mezz’aria.

Detesto per principio il giustizialismo ma qui ci troviamo di fronte, nella migliore delle ipotesi, ad un dirigente troppo “distratto” (che andrebbe quindi cautelativamente sospeso da ogni funzione in attesa che si completi l’indagine interna) e ad un assessore altrettanto sbadato (a cui il Sindaco dovrebbe chiedere, nell’interesse di tutti, immediate dimissioni). Credo sia l’unico modo per recuperare un minimo di credibilità verso una cittadinanza a cui si stanno chiedendo sacrifici pesanti ed a cui, non è da escludere, ne saranno chiesti altri.

Non si tratta di chiudere la stalla quando i buoi sono ormai scappati (come di certo qualcuno penserà) ma di “liberare” posizioni chiave, da affidare a chi dimostrerà di avere maggiore competenza e – perché no? - maggiore affidabilità.

Come si vede le domande sono tante a fronte delle pochissime risposte fornite dall’amministrazione, comunque assolutamente insufficienti a comprendere la natura del problema.

Il partito di maggioranza si è arroccato compatto dietro il fatto che la delibera in questione fosse un atto dovuto, per evitare che il Comune si venisse a trovare in stato di “dissesto finanziario”. Vero, anzi verissimo.

Ma questa risposta dal sapore tristemente burocratico, non toglie alcuna validità alle considerazioni di cui sopra: semmai le rafforza e le conferma.

Come cittadino interessato a capire cosa succede nel nostro Comune, auspico la convocazione di una pubblica assemblea in cui ci vengano raccontate come stanno le cose e nel corso della quale poter porre domande ed attivare un contraddittorio. Sarebbe una bellissima manifestazione di democrazia e trasparenza, “agita” e non solo sbandierata.

Marco Dori (Lista civica "EX A SINISTRA CON DREI")

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