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Livia Tellus, via libera al bilancio. Ma il Comune è pronta a smantellarla

La maggioranza certifica infatti la volonta' di andare al suo smantellamento. A proporre l'interrogativo all'Aula "qual e' secondo voi l'utilita' a mantenere Livia Tellus" e' l'assessore al Bilancio Vittorio Cicognani

Il via libera, a maggioranza, con il Partito democratico che non vota, al bilancio 2021-2023 di Livia Tellus, la Holding delle partecipate di Forli' e degli altri Comuni del comprensorio, lunedì pomeriggio in Consiglio comunale ne segna anche il de profundis. La maggioranza certifica infatti la volonta' di andare al suo smantellamento. A proporre l'interrogativo all'Aula "qual e' secondo voi l'utilita' a mantenere Livia Tellus" e' l'assessore al Bilancio Vittorio Cicognani. E la maggioranza, assieme al Movimento 5 Stelle, pare non avere dubbi.

"Togliere di mezzo" la holding, esordisce il capogruppo di Forza Italia Lauro Biondi, "dà maggiore responsabilità ai Comuni. Era il guanto di sfida dell'ex sindaco Roberto Balzani a Hera per creare Alea Ambiente", e senza Livia Tellus la societa' dei rifiuti "non scompare". Certo, aggiunge, per ognuna delle partecipate serve una "verifica", dalla Fiera con "grossi dubbi sulla sua continuità", a Romagna Acque e Start Romagna sulle quali "dobbiamo incidere di piu'".

Anche la Lega scarica la holding: per la consigliera Letizia Balestra ora è "dopo la nascita di Alea e' anacronistica, non serve più", ci sarebbero "meno burocrazia e piu' risparmi economici". Dello stesso avviso il collega Alberto Bentivogli: ogni partecipata ha un suo organo di gestione, "non c'e' bisogno di un doppione" e senza Holding l'amministrazione comunale avra' un "confronto diretto" con le partecipate. Anche il pentastellato Simone Benini approva lo smantellamento: "Non si deve fare finanza creativa ma finanza reale", sottolinea.

Di diverso avviso il resto dell'opposizione: "Serve rispetto per chi elabora modelli di gestione delle partecipazioni pubbliche" chiede Jacopo Zanotti del Pd e il modello della holding "da' garanzie", mentre una "disintermediazione puo' creare disagi". Senza dimenticare che il modello permette di mettere in campo "politiche di respiro territoriale, si fa squadra con il territorio"; il capogruppo dem Soufian Hafi Alemani si chiede "se gli altri Comuni siano d'accordo" e sottolinea la necessita' di "valutare fino in fondo costi e benefici", dato che a suo dire si "riducono le competenze professionali e si aumentano le spese in prospettiva".

Non e' semplice, replica l'assessore Cicognani, trovare un cda competente quando il presidente non prende compensi e i due consiglieri 4.000 euro. Per l'operazione di smantellamento ci vorranno risorse, ma "una tantum non costi che ci sono tutti gli anni" e i rapporti con i territori, conclude, sono gia' "sofferenti".(fonte Dire)

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