Lo sfogo del direttore di Confesercenti Corzani: "Iva, Imu, tasche piene e cervelli vuoti"

"Il nostro Paese è ostaggio di autentici irresponsabili con le tasche piene ed il cervello vuoto. Una crisi di governo in questa drammatica situazione economica, se la possono permettere solo personaggi che hanno da tempo risolto i loro personalissimi problemi di companatico"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ForlìToday

"Il nostro Paese è ostaggio di autentici irresponsabili con le tasche piene ed il cervello vuoto. Una crisi di governo in questa drammatica situazione economica, se la possono permettere solo personaggi che hanno da tempo risolto i loro personalissimi problemi di companatico. Ma quella che sta franando, in questo momento, è una intera classe politica incapace di produrre niente altro che aumenti di tasse e  imposte.

Scegliere se dal 1° ottobre è meglio un aumento della benzina di 1,5 centesimi per l’IVA o di 2,5 centesimi per l’aumento delle accise è  comunque la scelta che ti può proporre un sistema politico del tutto fuori sintonia dagli interessi e dalle aspettative della gente. Le piccole imprese sono in gravissima difficoltà da almeno 4 anni e le cooperative di garanzia sono impegnate ai limiti della solvibilità per supportarle rispetto ad un sistema bancario egoista e spesso dai risultati gestionali a dir poco discutibili.

Tutto questo per la drammatica contrazione dei consumi. Imprenditori che non pagano i fornitori per poter dar gli stipendi ai dipendenti sono sempre più frequenti. Molte attività hanno chiuso e altre preannunciano di farlo entro fine anno. Quali argomenti e strumenti offrono i nostri ricchi ed estranei governanti per dare agli imprenditori una speranza e la voglia di resistere? Niente di niente, solo penose battaglie personalistiche.

A Riccardo III, monarca risoluto e deciso a mantenere ad ogni costo il potere, Shakespeare donò al momento della caduta finale l’indimenticabile battuta “Un cavallo, il mio regno per un cavallo”. Battuta memorabile che non gli salvò la vita. Oggi ci sono tanti, troppi governanti che con le loro penose battute, salvano la loro di vita,  ma non quelle di decine di migliaia di imprese, di chi vi lavora e delle famiglie che da questo lavoro trovano sostentamento. Vergogna!"

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