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Sabato, 4 Febbraio 2023
Politica

Lodovico Zanetti (Pd): "A Galeata è mancata la mano del partito"

"E' inevitabile che le tensioni , lasciate sottotraccia, emergono nel momento e nel modo peggiore, in consiglio comunale, a Forlì, o alle elezioni di Galeata."

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ForlìToday

Ho lettol'intervista sul Carlino a Marco Di Maio, e mi ha spiacevolmente stupito. Vorrei ricordarti le parole del segretario e candidato premier che hai sostenuto , Pier Luigi Bersani. Si vince insieme , si perde da soli. Chi ha la leadership ha il dovere di assumersi la responsabilità delle sconfitte. E, che a Galeata , come in altre situazioni , sia mancata la mano del partito è evidente. L'incapacità di esprimere una linea netta , nitida, forte, ha dato esiti che sono sotto gli occhi di tutti. Non si vuole scontentare nessuno, per non perdere consensi. E' inevitabile che le tensioni , lasciate sottotraccia, emergono nel momento e nel modo peggiore, in consiglio comunale, a Forlì, o alle elezioni di Galeata. Crescere , umanamente e politicamente significa accettare le proprie responsabilità, facendo esperienza dei propri errori.

Non parlare, poi, di stalinismo nel partito. Tu sei il segretario, se succedeva dovevi intervenire, con forza. Se non l'hai fatto, non puoi usarlo come giustificazione di un insuccesso. Anzi, è un aggravante. Quello che io ho visto, negli ultimi anni è, in realtà l'opposto. Un partito debole, incapace di determinare la linea delle amministrazioni di cui siamo stragrande maggioranza. Impariamo dagli errori e diamoci una regolata. Quando la politica arriva ad abdicare alle proprie scelte, come sull'AUSL unica, e chiede ai cittadini di prendere il suo posto, con un referendum, la carenza di una linea è palese. E' il momento di ritrovarla. Sei stato molto legato a Zaniboni, credi che sulla diga avrebbe delegato ai cittadini?

E non avrei ricordato i successi, anche perchè a Castrocaro, il centro destra ci ha dato una bella mano, con un suicidio spettacolare sull'ex sindaco. E a Dovadola, la scelta di Zelli , giustissima, era un filino in contraddizione con la tua linea di rinnovamento del partito.

Sconcertante la tua dichiarazione, poi, su un possibile rientro di Elisa Deo nel PD. A parte il fatto che lo statuto del partito lo vieta espressamente, c'è un punto vero, epocale che segna la differenza tra due diverse visione della politica. Quella che mette al centro il bene comune , e quello che mette al primo posto le ambizioni personali. Non entro nel merito della querelle galeatese, come delle altre che caratterizzano, ormai, quella che per noi è la vallata del Bidente avvelenato. Se anche il sindaco avesse tutte le ragioni, nel momento in cui sceglie, scientemente di spaccare una città e un partito per i propri obiettivi , passa dalla parte opposta alla mia. Ricordati del giudizio di Salomone sulle due madri dello stesso bambino. Quella che lo amava veramente, non volle venisse tagliato a metà. Chi ama il proprio partito e le proprie idee, è disposto a fare non uno, ma dieci passi indietro, per difenderlo. In questo sta la grandezza di chi fa politica.

La novità, il vero cambiamento che il PD dovrebbe cogliere, e da cui invece si sta allontanando è questo. Come raccontava Pertini, in una bellissima intervista alla Fallaci, “Oh, la politica io l’ho sempre vista come una missione da assolvere nell’interesse del popolo, al servizio di una fede. L’ho scelta come una fede, come un lavoro, nello stesso spirito dei preti che dicono «Sacerdos sum in aeternum». Lo capiva anche mia madre. Mia madre non condivideva le mie idee: era una cattolica, lei, una credente. Però era fiera di me e ripeteva: «Ah, se il mio Sandro fosse stato un soldato di Cristo, che bel soldato di Cristo sarebbe!». E aveva ragione. Perché io non avrei fatto il parroco o il cardinale. Avrei fatto il missionario...”
Ecco, quando si tornerà a voler essere missionari, invece che vescovi e cardinali, ci sarà stato il cambiamento. Quello vero, e l'unico che conta.

Lodovico Zanetti

cons. circ.1 comune di Forlì

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