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Autonomia Emilia Romagna, il ministro in audizione risponde a Di Maio: "Possibile accordo entro un mese"

Il ministro Erika Stefani ha confermato che l'accordo per la maggior autonomia dell'Emilia-Romagna si può chiudere entro l'anno"

L'assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna ha approvato gli indirizzi in materia di autonomia rafforzata contenuti nella versione aggiornata della richiesta messa a punto dalla Giunta, col contributo delle commissioni assembleari, dopo che il nuovo governo ha deciso di ridefinire, in vista dell'approdo parlamentare, la pre intesa siglata dall'esecutivo Gentiloni con le tre Regioni interessate (Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto). Hanno votato a favore Pd, Si e Misto-Mdp, astenuti Lega, M5s, Fi, Fdi, AltraER, Misto-Mns e Misto.

Il ministro Erika Stefani, rispondendo ad una domanda del deputato Marco Di Maio davanti alla commissione Affari costituzionali della Camera, ha confermato che l'accordo per la maggior autonomia dell'Emilia-Romagna si può chiudere entro l'anno". In questo modo, spiega il parlamentare forlivese, "ha annunciato che l'intesa si può raggiungere 'entro un mese', il che significa che è possibile arrivare al traguardo definitivo entro il 2018. Una notizia positiva che arriva proprio nel giorno in cui il Consiglio regionale dell'Emilia-Romagna ha approvato, senza voti contrari, il progetto definitivo. Ora ci attendiamo il rispetto degli impegni presi al pari di Lombardia e Veneto". 

"Non ho avuto alcuna esitazione a riconoscere alla ministra di aver saputo lavorare positivamente con la Regione pur appartenendo a forze politiche diverse - afferma il deputato -. Anche perchè è sotto gli occhi di tutti che la nostra terra ha tutte le caratteristiche necessario per fare della cessione di competenze un'opportunità per i cittadini che abitano qui; ma anche per il Paese, dato il primato della nostra Regione nel trainare l'andamento dell'economia nazionale. Ciò è stato confermato anche dall'intenso lavoro svolto dal presidente Stefano Bonaccini, dall'assessore Emma Petitti e da tutta la giunta per costruire assieme alla società emiliano-romagnola il progetto di regionalismo differenziato approvato dall'Assemblea legislativa regionale". 

"Il procedimento seguito - prosegue il parlamento - è perfettamente coincidente con quanto disposto dalla Costituzione all'articolo 116 e confidiamo che il Governo, che pur ha una maggioranza politica differente, darà seguito alle parole del ministro e manterrà l'impegno di chiudere l'iter il prima possibile. Per quanto mi riguarda, e sono convinto di interpretare il pensiero di tutti i parlamentari Pd dell'Emilia-Romagna, faremo di tutto per agevolare il corretto completamento dell'iter legislativo". 

L'intervento di Bonaccini

“Questa non è una gara - ha evidenziato il governatore dell'Emilia Romagna -. Il punto non è chi arriva prima, secondo o terzo. Noi non vogliamo primati. Il suo, quello di regione che più cresce in Italia, l’Emilia-Romagna lo conquista da oltre tre anni a questa parte, grazie alla forza di imprese e lavoratori, ai saperi di questa terra e alla sua continua spinta verso la ricerca e l’innovazione. E’ questa l’Emilia-Romagna che chiede maggiore autonomia: il riconoscimento di un regionalismo differenziato, sulla base di quanto prevede la Costituzione e senza mettere in discussione l’unità nazionale, per noi intoccabile, per poter continuare a creare sviluppo e occupazione, migliorando la qualità dei servizi, creando opportunità per i giovani e rafforzando il proprio welfare e il proprio sistema sanitario, per garantire a tutti diritti inalienabili".

"A questa Emilia-Romagna - ha aggiunto -. si deve serietà, oltre che riconoscenza e oggi, con il parere positivo dell’Assemblea legislativa, ancora una volta senza alcun voto contrario, completiamo un percorso nel quale mai abbiamo cercato scorciatoie, per avere sempre la condivisione con tutte le forze sociali, i territori, le università e le associazioni riunite nel Patto per il Lavoro, oltre al confronto continuo con i Gruppi consiliari, che ringrazio per il contributo e di cui abbiamo recepito diverse proposte, raggiungendo un risultato straordinario. Adesso il nostro progetto è pronto, le competenze che chiediamo sono definite e al Governo - col quale stiamo collaborando in maniera efficace, da subito ho ringraziato la ministra Stefani per la disponibilità dimostrata - lo ribadiamo con forza: siamo pronti al confronto per chiudere nel tempo più breve possibile un’intesa che porti al riconoscimento della maggiore autonomia per l’Emilia-Romagna entro l’anno”.

“L’Assemblea legislativa ha posto le basi per la prosecuzione del negoziato con il Governo. La richiesta di una maggiore autonomia per l'Emilia-Romagna - ha detto l’assessore Petitti - rappresenta una iniziativa di grande valore politico-istituzionale che riguarda il cuore dell'intera comunità emiliano-romagnola. Un’iniziativa che rafforza e fa crescere il sistema territoriale anche attraverso l’aumento dei diritti, dal lavoro alla salute, dall’impresa all'istruzione, dalle infrastrutture fino all'ambiente e all'agricoltura”. Inoltre, ha aggiunto, “la procedura di confronto con l'esecutivo nazionale avrà una scansione tecnica e politica precisa, che sarà la garanzia della discussione sulle materie per cui questa Regione oggi chiede convintamente una maggiore autonomia”. Confermato anche per il percorso condiviso che la Regione ha scelto fin dall’inizio. Infatti, la risoluzione prevede che il presidente della Giunta prosegua nel coinvolgimento attivo di tutte le rappresentanze istituzionali, economiche e sociali firmatarie del Patto per il Lavoro, e l’acquisizione formale del parere del Consiglio delle autonomie locali, a conclusione di un cammino che ha visto l’ampia condivisione di Comuni, Province e della Città metropolitana di Bologna.

Autonomia per via costituzionale

L’articolo 116 della Costituzione, al terzo comma prevede l’attribuzione alle Regioni a statuto ordinario di ulteriori “forme e condizioni particolari di autonomia” attraverso una legge dello Stato approvata a maggioranza assoluta, sulla base di un’intesa fra il Governo e la Regione interessata. Il 26 luglio scorso, Bonaccini ha consegnato alla ministra per gli Affari regionali, Erika Stefani, il progetto di autonomia dell’Emilia-Romagna, condiviso con le parti sociali nell’ambito del Patto per il Lavoro, che prevede un aumento delle competenze richieste, aggiungendo alle 12 già definite la gestione diretta di altre tre: agricoltura, acquacoltura, protezione della fauna e attività venatoria; cultura e spettacolo; sport. Dunque, in totale 15 competenze. Cinque mesi prima, il 28 febbraio, il presidente della Regione aveva firmato uno storico Accordo preliminare con il Governo precedente, insieme a Lombardia e Veneto, nel quale venivano appunto fissate le prime 12 competenze. Martedì il via libera dell’Assemblea legislativa al documento ampliato da portare al negoziato finale in sede nazionale.

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