Infrastrutture, il capogruppo Pd Maltoni: "La via Emilia-bis non serve"

"Con il completamente del quarto lotto dell'asse tangenziale est e della bretella di collegamento alla via Mattei, si è definito un percorso di per sé alternativo sia alla via Emilia storica"

"La via Emilia Bis non serve". E' questa l'opinione di Maria Maltoni, capogruppo in consiglio comunale del Pd. "L’ambiente e il territorio sono beni  preziosi e non riproducibili - esordisce -. Un modello di sviluppo volto al consumo del territorio è del tutto incompatibile con tale presupposto. Oggi occorrono nuove politiche urbanistiche per ridare forma e qualità alle città, favorendo soluzioni efficienti e sicure di accessibilità e trasporto, per avviare un futuro meno legato all'automobile, più ecologico e sostenibile, che si realizzi attraverso l'utilizzo del trasporto pubblico e una fitta rete di percorsi ciclabili”

"Questi - ribadisce - sono i concetti espressi nel programma del sindaco Drei  in tema di sviluppo, trasporto e tutela del territorio ed è del tutto evidente che questo ragionamento incide anche rispetto alla programmazione delle infrastrutture, quelle viarie in primis. Ci pare perciò del tutto incompatibile con queste linee programmatiche, l'idea di rilanciare una infrastruttura ad elevato consumo di territorio quale la Via Emilia Bis, nei termini in cui recentemente è stata riproposta in varie occasioni pubbliche".

Aggiunge Maltoni: "Con il completamente del quarto lotto dell'asse tangenziale est e della bretella di collegamento alla via Mattei, si è definito un percorso di per sé alternativo sia alla via Emilia storica - ormai inglobata a Forlì nel centro urbano - sia alla autostrada, mentre resta un obiettivo prioritario la realizzazione del terzo lotto della tangenziale che giunge fino all'ospedale. Inoltre non si può dimenticare che anche importanti collegamenti come quelli con Ravenna e Firenze devono essere imprescindibilmente migliorati per favorire uno sviluppo integrato dei territori,  mentre ciò che manca rispetto al percorso verso Cesena è un efficace raccordo tra alcune delle tangenziali e circonvallazioni delle città interessate".

Secondo l'esponente del Pd, "una quarta grande arteria di comunicazione( peraltro a Forlì a pagamento) così come era stata delineata dal project financing  promosso dalla Provincia di Forlì-Cesena, oltre a non essere necessaria, avrebbe un pesante impatto in termini di consumo di territorio, infatti la previsione è quella di una superstrada a più corsie. A ciò si aggiunge il fatto che il costo enorme dell'opera, inavvicinabile per le possibilità di investimento attuali degli enti locali, pone seri interrogativi su quali contropartite si dovrebbero innescare in termini di cambi di destinazione d'uso, potenzialità edificatorie delle aree e magari validazioni commerciali per grandi strutture, per rendere “conveniente” per i privati tale opera, con il risultato di far scomparire sotto il cemento una fetta rilevante di aree agricole tra Forlì e Cesena".

"Non è certo quello di cui abbiamo necessità per far ripartire il comparto delle costruzioni, dato che il patrimonio edilizio sia abitativo che di insediamenti industriali e artigianali della nostra provincia necessita di corposi interventi di recupero antisismico ed efficentamento energetico, per renderlo adeguato alle normative ed alle esigenze del vivere  e produrre contemporaneo - conclude Maltoni -. Occorre, infine, ripensare seriamente al ruolo che il trasporto pubblico deve avere nella mobilità di aree metropolitane estese, quale ormai è, a tutti gli effetti, il “sistema” delle province romagnole".

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