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Maxi delibera urbanistica tra le polemiche, Morgagni (Forlì & Co): "Crescente il malessere fra le fila del centrodestra"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ForlìToday

"Nel corso del Consiglio comunale di lunedì si è affrontato il tema del via libera a ben 14 accordi operativi relativi ad altrettanti interventi di edificazione, presentati da privati ai sensi di un apposito bando che consentiva una proroga all'invio di manifestazioni di interesse per le aree in questione anche dopo la scadenza del Poc (avvenuta nello scorso giugno). Si tratta di una possibilità che l'art 4 della legge regionale del 2017 contro il consumo di suolo concede alle amministrazioni locali, le quali possono emanare (entro e non oltre sei mesi prima dell'entrata in vigore della legge medesima) dei bandi per raccogliere la disponibilità di privati a realizzare interventi convenzionati.

Ma la legge 24/2017 “concede” questa possibilità ai comuni, non certo “li obbliga”, e le parole in questo caso sono molto importanti. Il criterio sulla base del quale avvalersi di questa possibilità deve essere quello dell'interesse pubblico, ed in particolare del beneficio per la nostra collettività di realizzare edifici su terreni che altrimenti, scaduto il Poc, sarebbero tornati agricoli. Si tratta di una questione non di poco conto, in un contesto in cui il consumo del suolo si è già spinto a livelli intollerabili e, nonostante le opinioni dell'Assessore all'urbanistica e delle forze di maggioranza, certamente non si può pensare che tale beneficio consista nelle limitate opere di compensazione previste per gli interventi, peraltro previste dalla legge.

Guardando i 14 accordi operativi, li si può dividere sostanzialmente in tre gruppi. Quelli finalizzati alla realizzazione di insediamenti produttivi, quelli destinati al residenziale e quelli destinati al terziario o addirittura al commerciale. Se per quanto riguarda i primi, si può convenire sulla loro utilità per la crescita economica e occupazionale del territorio, sebbene le fantasmagoriche e mirabolanti promesse di migliaia di posti di lavoro fatte dal Vice-Sindaco Mezzacapo abbiano suscitato l'ilarità perfino di alcune forze politiche della maggioranza. Ben diversa è la questione per quanto attiene agli altri. E' del tutto discutibile che vi sia un interesse per i forlivesi alla costruzione di nuove abitazioni in una città dove si contano oltre 2000 alloggi sfitti mentre che la capacità del territorio di assorbire nuovi insediamenti commerciali sia ampiamente esaurita è ormai un dato di fatto pacifico per chiunque, tranne evidentemente per chi governa il Comune.

In risposta alle nostre riflessioni, l'assessore all'Urbanistica e il suo partito di riferimento, la Lega, si sono limitati semplicemente a ripetere i soliti slogan vuoti e pre-confezionati senza mostrarsi minimamente interessati all'urgenza di difendere il nostro territorio di un ulteriore e immotivato consumo. Se non altro, in ogni caso, qualche dubbio deve averlo avuto qualche consigliere della maggioranza, se alla fine la delibera è passata con solo 16 voti favorevoli contro 11 contrari (Pd, Forlì e Co. Movimento Cinque stelle) ed è mancato il quorum necessario per l'immediata eseguibilità dell'atto, la cui attuazione è stata quindi posticipata di qualche settimana.

Segno evidente questo di un crescente malessere e fastidio anche fra le fila del centrodestra per l'assoluto disinteresse per il contrasto al consumo di suolo, l'attenzione privilegiata alle ragioni del cemento, la sordità ad ogni istanza a favore della sostenibilità ambientale e l'avallo ad una continua colonizzazione del territorio da parte di grandi strutture commerciali che hanno contraddistinto la politica urbanistica della Lega negli ultimi due anni e mezzo, ad onta delle richieste di tanti cittadini, e giovani in particolare, di un modello di sviluppo sostenibile e rispettoso dell'ambiente".

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