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Medicina e Chirurgia a Forlì, Ragni (Forza Italia): "Primo passo per superare la carenza dei medici"

E' quanto afferma Fabrizio Ragni, coordinatore comunale di Forza Italia e candidato alle elezioni regionali del prossimo 26 gennaio

"Salutiamo con favore l’approvazione del progetto che prevede l’istituzione di un nuovo corso in Medicina e Chirurgia sulle sedi didattiche di Forlì e Ravenna ed  una rete formativa per tirocini e scuole di specializzazione che comprende anche Rimini e Cesena e che a regime conterà più di mille studenti. In un’ottica di  sinergia tra l’area medica dell’Alma Mater e le eccellenze della rete sanitaria romagnola: come l’ospedale Morgagni-Pierantoni di Forlì". E' quanto afferma Fabrizio Ragni, coordinatore comunale di Forza Italia e candidato alle elezioni regionali del prossimo 26 gennaio.

"La questione sanitaria per Forza Italia è centrale  nell’agenda politico-sociale - prosegue l'esponente berlusconiano -. Mesi fa abbiamo lanciato il problema della difficoltà nel sostituire i medici che andranno in pensione. In Emilia-Romagna, nel 2025, mancheranno all’appello un migliaio di medici di medicina generale andati in pensione e non verranno sostituiti in toto per l'assenza di un numero adeguato di giovani dottori che hanno completato il tirocinio formativo per diventare medico di base. Ed uguale emergenza riguarda le Guardie mediche. L’assessorato regionale alla Sanità su nostra sollecitazione s’è attivato  per aumentare il numero dei posti disponibili nel corso di formazione specifica triennale per aspiranti medici di base. Ma i numeri sono comunque insufficienti. Attivare un corso universitario che contempli un ampio spettro dei tirocini clinici specialistici nei reparti e nei laboratori, con disponibilità di spazi adeguati per studenti e specializzandi dovrebbe, anche logisticamente, creare i presupposti per un più facile ricambio generazionale".

Conclude Ragni: "In sanità, la questione della necessaria formazione dei medici è stata rilanciata dai  sindacati di categoria (come l’Anaao Emilia Romagna, per esempio) e facilitare i percorsi che porteranno alla creazione di nuovi medici specialisti dovrebbe nel medio periodo, se non nel breve, evitare di ricorrere a soluzioni compromissorie e transitorie. Ed è ovvio che, dopo aver aperto il dibattito su  queste tematiche, evidenziando i problemi principali di questa materia, nell’auspicio di vincere le elezioni del prossimo 26 gennaio attendiamo di poter governare direttamente dalla Regione le politiche sanitarie e in ambito clinico, rafforzando le competenze professionali già presenti in Romagna".

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