A Castrocaro la scuola "blindata" dei giovani di Italia Viva: "Affamati di futuro, ora basta restare in panchina"

Dall'ex premier un messaggio rivolto ai ragazzi: "Mettetevi in gioco, senza mai diventare arrivisti. Le cadute servono per ripartire e nessun fallimento potrà mai piegarvi"

Castrocaro Terme e Terra del Sole ha ospitato da mercoledì a venerdì la scuola politica estiva di Italia Viva, dedicata alla formazione di 250 ragazzi under 30, equamente ripartiti tra maschi e femmine, e focalizzata sul tema "Meritare l’Europa". Selezionati su oltre mille che hanno presentato domanda, i ragazzi hanno assistito a dibattiti che si sono svolti nel Padiglione delle Feste delle Terme. Presente anche il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, affiancato dal deputato forlivese Marco Di Maio. Dall'ex premier un messaggio rivolto ai ragazzi: "Mettetevi in gioco, senza mai diventare arrivisti. Le cadute servono per ripartire e nessun fallimento potrà mai piegarvi".

Di Maio, che bilancio trae da questa tre giorni?
Un bilancio eccellente sotto il profilo politico, mediatico e anche per aver portato 280-300 persone (tra i partecipanti, relatori e ospiti) a soggiornare sul nostro territorio in un momento in cui le presenze turistiche sono in fortissima sofferenza. Ma il risultato più importante è l'entusiasmo con cui i ragazzi hanno lasciato Castrocaro: un grande patrimonio che continueremo a coltivare. 

Come è stata organizzata la macchina organizzativa?
Siamo molto orgogliosi di come è stato possibile organizzare l'evento. Ogni singolo partecipante, compresi ospiti e relatori, sono stati testati con sierologici e se necessario con tamponi. Abbiamo allestito degli spazi nei quali chi doveva attendere l'esito di un esame più approfondito poteva trattenersi; e stanze singole, isolate dagli altri, per chi ha dovuto attendere l'esito dei tamponi. Per qualche ragazzo ha significato perdere una parte delle lezioni, ma per la sicurezza di tutti era necessario farlo. E grazie alla collaborazione del Grand Hotel e del Gruppo Villa Maria, si è fatto un lavoro che non ho visto realizzato in un nessun altro evento in Italia.

Che clima si è respirato tra i ragazzi?
Di grandi aspettative, voglia di apprendere, entrare il relazione con gli altri. Una grande "fame di futuro" a cui abbiamo voluto corrispondere fornendo alle ragazze e ai ragazzi che hanno partecipato (una delle caratteristiche della scuola è che donne e uomini sono presenti in egual numero) stimoli, spunti e la voglia di mettersi in gioco. Senza restare in panchina in attesa che qualcuno li chiami in campo. 

C'era attesa per gli interventi di Matteo Renzi: su cosa si è focalizzato?
L'unico intervento di attualità politica di Renzi è stato quello conclusivo in cui ha fatto molti commenti sui temi più presenti. Poi per il resto del tempo Matteo è stato assieme a noi tra i ragazzi, ha risposto alle domande, ha passato il microfono a chi voleva intervenire, ha introdotto e presentato i vari ospiti che si sono susseguiti. Non era una convention di partito, ma un momento formativo, per fare gruppo e condividere idee ed esperienze. In un luogo che si presta benissimo a questo scopo come il complesso del Grand Hotel delle Terme e del Padiglione. 

Ha aperto il presidente della Regione Stefano Bonaccini. Recentemente il governatore si è schierato per il sì. Cosa ne pensa?
La presenza di Stefano Bonaccini è stata molto significativa. E' il primo intervento politico sul territorio forlivese di questa estate e ha scelto di farlo ad una iniziativa che non è organizzata dal suo partito. E' un gesto non scontato e che dimostra ancora una volta la sua apertura mentale, la sua capacità di unire e la sua forza. La sua è una posizione legittima, ma penso che una eventuale vittoria del "sì" al referendum sulla riduzione del numero dei parlamentari non avvierà alcun percorso di riforme: è una riforma che riduce semplicemente un numero senza cambiare nulla di tutto il resto. Altra cosa era ridurre il numero dei parlamentari eliminando il bicameralismo, modificando le competenze tra Stato e Regioni, cancellando il Cnel, rendendo più efficiente l'iter delle leggi. Ci abbiamo provato, ma il referendum del 4 dicembre 2016 ha visto prevalere i no. Limitarsi semplicemente a ridurre il numero di deputati e senatori è più inutile che dannoso. 

Tante tavole rotonde e ospiti di grande spessore, come il direttore di "Repubblica", Maurizio Molinare. Si è discusso anche di covid-19?
Abbiamo discusso di moltissimi argomenti, dalla geopolitica con un monumentale intervento di Molinari, alla matematica fino ai problemi spiccioli delle città come la gestione dei rifiuti o la riqualificazione dei quartieri. Ovviamente in pochi giorni potevamo solo dare degli spunti e fornire degli elementi da approfondire; ma la parte forse più stimolante è stata quella dell'ultima giornata, quando a gruppi ristretti di una ventina di ragazzi, si sono realizzati tavoli di lavoro su temi specifici con parlamentari esperti di quella singola materia. Io, ad esempio, l'ho fatto su legge elettorale e riforme costituzionali. Abbiamo scelto di tenere chiusi al pubblico gli eventi non solo per ragioni di sicurezza, ma anche per dare la possibilità ai ragazzi di sentirsi liberi di parlare senza filtri. E così è stato. 

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Qual è il messaggio che parte da Castrocaro?
E' un messaggio molto forte; che ci dice che esiste un'alternativa alla politica urlata fatta di insulto e denigrazione dell'avversario. E' quella che rende i giovani protagonisti, che parla di argomenti concreti e progetta il futuro, che non si limita a guardare ciò che succede nell'immediato. C'è una nuova generazione che è molto meglio di come viene rappresentata e a cui va data la possibilità di mettersi in gioco. Al di là delle appartenenze politiche, penso che questo vada apprezzato da tutti e spero sia da stimolo anche per altri partiti.

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