Modigliana e Tredozio nell'Unione Faentina? "Un'ipotesi da valutare". Ma la Lega frena

Sulla questione intervengono il sindaco Simona Vietina, parlamentare di Forza Italia, e la Lega. La proposta è del primo cittadino di Modigliana Jader Dardi

"L’ingresso di Tredozio nell’Unione Faentina? Un’ipotesi da valutare con grande attenzione". Così il sindaco Simona Vietina, parlamentare di Forza Italia. La proposta è del primo cittadino di Modigliana Jader Dardi ed arriva a pochi giorni dall'annuncio del sindaco di Forlì, Gian Luca Zattini, della volontà del Comune mercuriale di uscire dall'Unione dei Comuni della Romagna Forlivese nei prossimi anni. "Mi riservo di approfondire adeguatamente assicura l'esponente berlusconiana - Tuttavia il punto cruciale non cambia: oggi stiamo discutendo le modalità di uscita dall’Unione dei Comuni della Romagna Forlivese visto che, fino a quando ne faremo parte, per i comuni montani come Tredozio non ci sarà possibilità di accedere ai fondi per le Aree Interne. E stiamo parlando di cifre imponenti: nel 2018 sono stati erogati sul territorio nazionale ben 566,8 milioni suddivisi in 34 aree".

Ragiona Vietina: "Conti alla mano si parla di una media di circa 16 milioni di euro per area: cifre importanti erogate a fronte di progetti cruciali per lo sviluppo delle aree montane e per la lotta allo spopolamento. Fondi per scuole, imprese, servizi, infrastrutture digitali turismo, ambiente: l’elenco delle possibilità è lungo ed è doloroso pensare che non potremo avere accesso a queste risorse solo perché siamo membri dell’Unione dei Comuni della Romagna Forlivese insieme a Forlì, comune di fascia A, che automaticamente esclude il nostro territorio dall’erogazione dei fondi. Nel valutare l’ipotesi di un’Unione con Faenza dovremo valutare bene tutti i risvolti possibili, anche su questo fronte".

"Di fronte a questa opportunità, la proposta del presidente della Regione Stefano Bonaccini - incalza Vietina - ha un sapore agrodolce: certo, la proposta del taglio dell’Irap e dei 10 milioni a favore delle coppie che decidono di vivere nei comuni montani è meglio di niente ma parliamo davvero di ben poca cosa a fronte delle opportunità perse a causa del nostro ingresso, praticamente imposto, nell’Unione dei Comuni della Romagna Forlivese. Confido che la prossima giunta regionale che emergerà dal voto autunnale avrà maggior considerazione per le esigenze specifiche dei territori, in particolare per quelli montani".

Ma la La Lega frena sull’ipotesi. "La priorità è potenziare le funzioni e le capacità di spesa dei piccoli Comuni, e non gettarli al macero nella fossa delle Unioni - afferma il consigliere regionale della Lega, Andrea Liverani -. Noi crediamo che questa forma associativa, fortemente sponsorizzata dalla Giunta Bonaccini, sminuisca il valore e le potenzialità dei piccoli Comuni, soprattutto quelli montani, che si ritrovano fagocitati nelle grandi manovre dei centri urbani. Piuttosto che allargarla, sarebbe meglio che la natura dell’Unione della Romagna faentina venisse fortemente rivista, mettendo al centro dell’azione di governo i Comuni in sé per sé e le loro peculiarità. Cosa che non succede con l’attuale meccanismo interno all’Unione, dove ci sono enti di serie A ed enti di serie B e dove le esigenze specifiche dei singoli territori, specialmente quelli montani, vengono sistematicamente sottostimate e ignorate. La Lega, a differenza del Pd, ha invece fortemente a cuore il futuro di queste piccole realtà e le ritiene fondamentali per la conservazione delle tradizioni e delle specificità territoriali delle nostre comunità. Per questo motivo la proposta del Sindaco Dardi non ci trova d’accordo. Di fronte alla perdita di identità dei piccoli Comuni, la strada da intraprendere non è certo quella di diluirli nel macro-contenitore dell’Unione. Lo è, piuttosto, quella di farne il fulcro dell’azione di governo".

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