Montanari (Pd): "Le spese militari sono una priorità?"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ForlìToday

Il 2011 sarà ricordato come l’anno delle manovre economiche. Fra quelle annunciate, le correzioni in corso d’opera e quelle approvate sfido chiunque, tranne gli addetti ai lavori, a trovare il bandolo della matassa.

E non è finita. Visto lo stato comatoso della nostra economia, il governo ha promesso un decreto per rilanciare lo sviluppo. Siccome però non ci sono soldi è probabile si tratti di misure a costo zero, scarsamente efficaci. Peggio ancora, qualcuno pensa di ricorrere ad ulteriori condoni (fiscali, edilizi..) con buona pace della legalità, della giustizia, della equità fiscale.

Ormai enti locali, scuola, sanità, stato sociale, trasporti pubblici sono stati massacrati (purtroppo ne vedremo gli ulteriori effetti nelle prossime settimane).

Molto meno è stato fatto sul versante della spesa dello stato centrale, quasi nulla sui costi della politica e sulle riforme istituzionali.

Ma c’è un altro importante capitolo di spesa dello stato su cui, nonostante la assoluta ed inedita gravità della situazione in cui versa il paese, non è stato tagliato un solo Euro: LE SPESE MILITARI.

Il nostro paese sta acquistando 131 caccia bombardieri F 35, aerei stealth (invisibili ai radar) di ultima generazione, attrezzati per il trasporto di testate nucleari, ognuno di questi velivoli ha un costo stimato di poco inferiore ai 50 milioni di €. Solo questa ‘commessa’ ci costa oltre 6,5 miliardi.

A ciò si aggiungono elicotteri da combattimento, sottomarini, unità navali, veicoli corrazzati. Le dotazioni finanziarie della difesa ammontano a 20,5 miliardi di €. Nel 2011 ed oltre 21 miliardi nel 2012 e nel 2013. A ciò vanno aggiunti i costi delle missioni all’estero ed ulteriori fondi messi a disposizione dal ministero dello sviluppo economico (sempre per spese militari).

Mi è perfettamente chiaro che siamo un grande paese e che dobbiamo avere una politica estera, una politica della difesa e delle forze armate.

Non mi spiego però come possa succedere che si taglino i fondi alla ricerca, all’università, alla famiglia, all’assistenza alle persone non autosufficienti senza minimamente ripensare, rivedere, ridimensionare, posticipare in nessun modo i programmi di spesa militare!

Temo che questo paese abbia smarrito il senso della parola priorità.

L’informazione si è occupata pochissimo di tutto questo.

Invito tutte le forze di opposizione ad aprire un grande dibattito su questi temi, fino ad oggi pressoché ignorati.
 

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